Quantcast

Lettera al direttore

Terzo Valico, riprendono i lavori a Cravasco e Pastorino (Rete a Sinistra) scrive a Giampedrone

Egregio Assessore,

Lo scorso 25 novembre abbiamo appreso dalla stampa che sono in procinto di ripartire i lavori del Terzo Valico nel cantiere di Cravasco. Si dichiara che il tavolo tecnico tenuto da Arpal, Asl e Cociv ha approvato una nuova fase operativa: per il momento questa consterà in 15 cicli sperimentali, necessari a valutare l’efficacia delle misure adottate da Cociv per scongiurare la dispersione di fibre di amianto. La stampa ci informa che nell’area di scavo sono ora attivi impianti di ventilazione filtrata in espirazione e barriere di acqua nebulizzata; e che saranno più rigorose sia le procedure di conferimento in discarica, sia le verifiche sugli automezzi per il trasporto del rifiuto speciale.

Siamo sorpresi che l’Assessorato da Lei presieduto non abbia sentito la necessità di rendere comunicazione al Consiglio Regionale, o di riferire per iscritto ai consiglieri, in merito a quanto predisposto per la sicurezza nei processi di scavo e alla conseguente riapertura del cantiere. A nostro giudizio, era un preciso dovere della Giunta informare l’Assemblea Legislativa dell’avvenuto sblocco dei lavori; soprattutto a fronte dei numerosi atti presentati in Consiglio per
far luce su questa materia delicatissima. Ci chiediamo quale sia la ragione di questo silenzio. Per altro, evidenziamo che non è dato sapere se la comunicazione resa ai giornali provenga dagli uffici dell’Assessorato da Lei presieduto, oppure giunga da ARPAL o dalla ditta appaltatrice. Di conseguenza non sappiamo chi abbia avuto facoltà di informare la stampa circa le ristabilite condizioni di sicurezza; inoltre, nonostante le numerose e pressanti richieste, non esistono ancora elementi tali da dichiarare cessato il pericolo.

Preso atto della volontà di far riprendere i lavori, a questo punto ci chiediamo a chi saranno addebitate le spese aggiuntive che le nuove misure di sicurezza comporteranno, pure in considerazione dei costi, sicuramente rilevanti. Un altro interrogativo su cui non è stata data risposta. Peraltro era già ben nota la presenza di rocce amiantifere nel sito (da cui il toponimo “pietre verdi”). Anche in questo caso – ci chiediamo – se si sapeva prima, perché la società appaltatrice non ha preventivato da subito misure di sicurezza adeguate? Quelle misure che oggi devono essere adottate con urgenza, per correre ai ripari in una situazione complessa, ma ugualmente evitabile. Le vicende che hanno comportato la chiusura del cantiere di Cravasco sono state caratterizzate da inadempienze di estrema gravità – addebitabili alla ditta appaltatrice Cociv – come ampiamente testimoniato dalle immagini circolate sui giornali. Le stesse inadempienze sono diventate oggetto di indagine da parte della magistratura.

L’argomento richiede cautela, poiché è evidente e ampiamente motivato lo stato di apprensione vissuto dai cittadini; prova ne è anche la lettera diffusa dal Vice-Sindaco di Campomorone – Moreno Pecollo in data 25 novembre 2015. Alla luce dei fatti è indispensabile restituire corretta visibilità alla notizia, a partire dagli organi istituzionali. A prescindere dalle informazioni rese ai media, è quindi necessario che al più presto il Consiglio Regionale sia informato dettagliatamente su quanto sta accadendo a Cravasco. Questa vicenda potrebbe ancora mettere a repentaglio la salute di molte persone: quella di tecnici e operai che lavorano negli scavi, quella delle forze dell’ordine chiamate a presidiare i cantieri, quella delle popolazioni limitrofe, quella dei cittadini residenti nei centri urbani attraversati dagli automezzi che si dirigono alle discariche.

Con la viva speranza che non venga meno l’attenzione sull’argomento, si resta in attesa di vostro riscontro.

Giovanni B. Pastorino
Consigliere Regionale Rete a Sinistra