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Dopo sampdoria-fiorentina

Soriano: “Sconfitta non è un dramma”. E Conte convoca De Silvestri fotogallery risultati

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Genova. “Avevamo preparato bene questa partita – si rammarica Roberto Soriano – ma oggi la Fiorentina è stata più forte. Mi hanno stupito per il modo di giocare palla a terra, volevamo pressarli, giocare con coraggio, ma loro sono sempre usciti alla grande palla coi piedi”. Lo scugnizzo blucerchiato predica pazienza: “Non dobbiamo fare un dramma di questa sconfitta, perché la Fiorentina è una grande squadra. Volevamo giocare a viso aperto come abbiamo fatto con le altre squadre, perché abbiamo anche noi giocatori di qualità, ma stavolta è andata male”.

A centrocampo la sofferenza si è vista: “Siamo partiti con i due mediani, ma io andavo troppo alto e il reparto andava in difficoltà”.

Nota positiva per il centrocampista doriano è la nuova convocazione in nazionale, insieme a Eder e De Silvestri: “Per me è un onore vestire la maglia azzurra”, dice.

Walter Zenga spiega come aveva impostato la partita: “Volevamo andarli a prendere alti, non farli ragionare, chiudere le loro fonti di gioco, ma la partita è cominciata subito in salita, abbiamo regalato un rigore, sbagliato la lettura di una situazione tattica, Pereira ha 17 anni e può commettere un errore, ha sbagliato il movimento e Zukanovic ha toppato completamente. Sugli episodi chiave c’è andato tutto male, comunque la Fiorentina è una grande squadra, bisogna dirlo senza vergogna”. Sulle ripartenze della Sampdoria la Fiorentina è ricorsa al fallo sistematico, stoppando tutte le azioni blucerchiate.

Zenga si è arrabbiato molto nel primo tempo: “Perché ho visto che i ragazzi non credono più in quello che fanno, a dieci minuti dalla fine se Eder avesse segnato, avremmo comunque potuto tentare di agguantare il pareggio. È mancata l’attenzione”. La ricetta per rimediare per Zenga è il lavoro: “E poi siamo gli unici che giochiamo con due punte e due mezze punte. La nostra mentalità è continuare a giocare in questa maniera, ma dobbiamo essere più furbi: stare in partita fino all’ultimo significa fare fallo tattico quando serve, sistemarsi meglio quando loro hanno palla”.

La scelta di De Silvestri dal primo minuto, probabilmente dettata dalla convocazione in Nazionale, viene spiegata così: “Volevo avere due terzini freschi per spingere, che non hanno paura dell’uno contro uno. Lo pensavo e sono convinto che fosse corretto avere dei terzini così per contrastare i loro esterni”.

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