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L'esplosione alle 15.01

Sori, oggi sarà abbattuto “l’ecomostro” di Cornua dopo 50 anni di attesa fotogallery

Ecomostro di Cornua

Sori. Era la fine degli anni ’60 quando il senatore Paolo Emilio Taviani volle realizzata la strada panoramica S.P. 67 che unisce Uscio e Sori al Monte Fasce e porta al quartiere genovese di Apparizione. Negli stessi anni un imprenditore edile, fiutando il possibile affare, ottenne i permessi per edificare un imponente edificio in cemento armato da destinare ad Albergo o residence, nell’unico luogo abitato di tutto il percorso panoramico, le Case Cornua, meravigliosa terrazza panoramica su Sori, Portofino e tutta la Liguria di Ponente.

Da subito l’impresa fu funestata da diversi inconvenienti, abusi ed irregolarità, che portarono a bloccare i lavori; dal 1967 il gigantesco scheletro di calcestruzzo che doveva comporre l’edificio è rimasto abbandonato ed è tutt’oggi lì, proprio sotto la vetta del monte Cornua e la caratteristica Cappella degli Alpini del gruppo di Pieve Ligure e Sori, a deturpare un panorama che in ogni giornata di sole e bel tempo è meta di passaggio di centinaia di genovesi e turisti amanti del magico incrocio tra vette, costa e colline della nostra Liguria.

Nei quasi cinquant’anni nel frattempo trascorsi si sono alternati ordini di sospensione dei lavori, provvedimenti di sanatoria poi annullati dalla Provincia di Genova, ordini di demolizione, varianti urbanistiche che hanno portato ad una riclassificazione urbanistica dell’area, oltre a due ricorsi definiti dal TAR Liguria in senso favorevole per il Comune di Sori, e tutt’oggi pendenti al Consiglio di Stato.

Dopo che nessuna delle amministrazioni comunali soresi del dopoguerra è riuscita a risolvere il problema, adesso l’amministrazione guidata da Paolo Pezzana, sotto la conduzione del vicesindaco e giovane avvocato urbanista, Marco Castagnola, è riuscita nell’intento di demolire l’edificio e riqualificare l’area come zona verde, fruibile dagli escursionisti, dalle famiglie e dai turisti che transitano sui meravigliosi monti del Golfo Paradiso.

Oggi l’Amministrazione, a fronte dell’impegno ad avviare una variante per la ricollocazione del volume già prevista nel piano Regolatore in altra area idonea ad ospitarlo avente pari valore rispetto alla precedente, ottiene l’obbligo del privato a demolire in tempi certi, a propria cura, spese e responsabilità, lo scheletrone, a cedere l’area all’Amministrazione ai fini della riqualificazione ambientale, a rinunciare ai due ricorsi pendenti presso il Consiglio di Stato ed al pagamento delle spese liquidate in favore del Comune nelle due sentenze del Tar Liguria, ammontanti complessivamente ad oltre 11 mila euro.

Non solo la demolizione avviene a costo zero per il Comune dunque, ma l’ente pubblico, in un momento di difficoltà economica per i Comuni come l’attuale, ottiene anche il pagamento di spese legali che altrimenti non avrebbe ancora ottenuto per anni.

La detonazione e l’implosione controllata dell’edificio avranno luogo, in totale sicurezza, alle ore 15.01 di oggi.
La zona di Case Cornua sarà interdetta al traffico per i pochi minuti necessari all’operazione e la circolazione sulle strade provinciali 67 e 75 regolata dalle ore 14.30 a fine lavori dalla Polizia Locale del Comune di Sori.

La bonifica ambientale a cura del privato comincerà immediatamente dopo l’esplosione e si protrarrà per alcune settimane; nel frattempo verrà avviato dal Comune l’iter amministrativo necessario per autorizzare in luogo dell’ecomostro, un’area verde attrezzata che, l’Amministrazione sorese ne è certa, rappresenterà un sicuro punto di riferimento ed attrazione turistico-paesaggistica per tutto il territorio di Sori e dei Comuni confinanti.

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