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E se fosse...

Smith Lock, il mistero delle sedie ‘quasi’ svelato: domani sera scatta la caccia

Genova. Ci siamo quasi. Come dice lo stesso Smith Lock che sta facendo impazzire gli abitanti del centro storico (e anche la redazione di Genova24) manca un solo giorno all’evento. Dopo le sedie sparse un po’ ovunque (ma proprio ovunque no, attenzione) e i post con la chiave antica rivisitata e qualche scarno indizio, domani finalmente i più fortunati (o i più pazienti) troveranno Smith Lock, che ieri sera ha avvertito: “Più di 40 alla volta non ci stanno…sempre che riusciate a trovarmi”.

Sono in tanti che non si danno per vinti (compresa la sottoscritta) e si aggirano come turisti straniti per i vicoli a caccia della chiave o di un ultimo stramaledetto indizio. La chiave appunto: “Se trovi la chiave sei a pochi passi dalla soluzione” scrive Smith Lock. Grazie… viene da rispondere, ma quale chiave? Una chiave antica ad ornare un vecchio portone? Una chiave come quelle delle targhe che indicano un B&B? Una chiave intesa come quelle grosse strutture di ferro che sostengono gli antichi muri dei palazzi del centro storico? O che altro? Diciamo che per ora la (mia) ricerca è stata vana.

L’unico elemento abbastanza certo è che la ricerca dovrebbe essere limitata alla ‘rive gauche’ del centro storico, nella zona compresa tra piazza delle Erbe, Cavour e Santa Maria di Castello perché le sedie sono state comunque collocate tutte in quell’area. Ma sopratutto cosa stiamo cercando? L’alone di mistero e un po’ di ricerca su internet fanno ipotizzare che si tratti di un ‘secret bar’. Si tratta di una rivisitazione contemporanea dei ‘bar clandestini’ nati negli Stati Uniti ai tempi del proibizionismo. Ce ne sono ormai in tutte le principali città italiane e per Genova potrebbe essere la novità.

In quanto bar ’secreti’ non hanno insegne o elementi visibili dalla strada. Si trovano all’interno di palazzi storici, oppure sono ’nascosti’ da uno specchietto per le allodole come una rosticceria o una latteria o simili. Difficili da trovare, spesso si entra solo attraverso un passaparola, addirittura tramite vere e proprie parole d’ordine, con l’impegno per tutti di non diffondere l’indirizzo del locale.

All’interno le atmosfere sono sempre retrò con luci soffuse, arredamento d’epoca e barman che miscelano cocktail impossibili da trovare nei locali della movida. Una delle prime precisazioni di Smith Lock va in queste direzione: “c’è la volontà di migliorare la qualità della vita sociale all’interno del centro storico”. Un’alternativa alla movida rumorosa e ai ‘cupido’ a 50 centesimi quindi. Domani vedremo, o qualcuno ci racconterà, se avevamo ragione. Nel frattempo non resta che dire: buona caccia!

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