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Cronaca

Scuola di via Lodi, M5S: “Doria si è scordato anche la riqualificazione di Staglieno”

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Genova. “La scuola più a rischio d’Italia”. Così è stato definito l’Istituto comprensivo di via Lodi, a Staglieno, che ogni anno accoglie 600 alunni, tra materne, elementari e medie.

“A cento metri da lì, dieci anni fa chiuse i battenti l’ex piombifera Pietro Moltini. Allora si era parlato di un progetto di riqualificazione dell’area usufruibile dai residenti, che prevedeva, tra le altre cose, l’insediamento di aree verdi e sportive: la cosiddetta ‘Città della Gioia’. Oggi all’interno dell’area non c’è traccia né della ‘città’, men che meno della ‘gioia’, ma un enorme capannone di 1.200 quadrati dal tetto in eternit potenzialmente pericoloso per la salute di bambini, insegnanti e residenti”. Lo dice Marco De Ferrari, portavoce del M5S in Regione.

Secondo Arpal, la copertura sarà sicura fino al 2016. “Ma basta un rapido sopralluogo per rendersi conto di quanto le condizioni siano critiche. Il motivo è semplice: la copertura appare ricoperta da licheni e muschi, che, dal punto di vista botanico, sono i naturali precursori della formazione di suolo e, quindi, per attecchire necessitano di micro-particolato da deterioramento. La stessa sede dell’ex Moltini, ad oggi, è utilizzata dalla Ricupoil come deposito di circa 40-50 autocisterne di notevole ingombro, utilizzate per recupero di oli esausti, e che percorrono quotidianamente i cento metri a valle della stretta via Lodi, rendendo difficoltoso il passaggio di altri mezzi (pubblici e privati), con conseguente sacrificio anche dello spazio dedicato ai marciapiedi”, prosegue il grillino.

Ma c’è di più. “Di fronte alla scuola, a meno di 10 metri dall’ingresso, si trova la rimessa di autobus più grande di Genova, le cui esalazioni da gas di scarico, all’accensione dei motori, risalendo per diffusione fino alle finestre dell’Istituto, contribuiscono a peggiorare le condizioni di qualità dell’aria all’interno delle aule.
Per aggiungere al danno la beffa, la zona è anche a notevole rischio alluvione. L’ultimo episodio si è verificato il 10 ottobre dell’anno scorso, quando il rio Figallo, affluente – assieme al rio Preli – del Bisagno, ha scavalcato le protezioni artificiali ed è esondato con violenza, trasformando via Lodi in un fiume in piena.
In questi anni gli abitanti hanno portato il caso in consiglio comunale, hanno chiesto spiegazioni in assemblee pubbliche, senza mai ricevere risposte chiare e concrete. Ne dobbiamo dedurre che il sindaco Doria, dopo il parcheggio di interscambio a Molassana, si è ‘scordato’ pure la riqualificazione di via Lodi?”, si chiede De Ferrari.

“Eppure le soluzioni esistono: una nuova collocazione del deposito cisterne della Ricupoil in zona differente e più idonea, lontano da scuole e abitazioni; la demolizione, rimozione e conseguente bonifica dell’area dal medesimo ex Moltini, asportandone definitivamente il pericoloso eternit di copertura del capannone; la rinaturalizzazione dell’alveo di scorrimento del rio Figallo e del rio Preli, con eliminazione della tombatura, e conseguente riorganizzazione della viabilità in loco. Scelte precise che potrebbero rappresentare una soluzione per la riqualificazione ambientale di via Lodi e dell’Istituto comprensivo di Staglieno, dalla parte degli alunni e degli insegnanti. Dalla parte dell’ambiente e della salute dei cittadini”, conclude il portavoce.

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