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Formazione

Salone Orientamenti, Cavo: “Ripensare sistema formazione, serve tavolo con imprese”

Genova. Una fotografia dei corsi di formazione professionale messi a punto dalla Regione negli anni passati con luci e ombre che evidenziano l’incapacità di intercettare la domanda del mercato. E’ stata presentata oggi dall’assessore alla formazione e politiche giovanili Ilaria Cavo nell’ambito del convegno “Formazione e imprese, insieme per i giovani e lo sviluppo” svoltosi al Salone Orientamenti a cui ha preso parte anche l’assessore regionale al lavoro Gianni Berrino e l’assessore regionale all’istruzione della Regione Lombardia Valentina Aprea.

Un’indagine che è stata commissionata a Arsel , l’agenzia regionale per il lavoro e il diritto allo studio, in cui confluiscono i dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Liguria. Ammontano a 1964 gli allievi che sono stati formati nel 2013, attraverso oltre 150 corsi di formazione avviati nel 2013. Per quanto riguarda i corsi che si rivolgono alla fascia 19-34 anni è stato il settore turistico-alberghiero quello che ha fatto registrare il maggior punto di forza, con il maggior numero di avviati al lavoro, pari al 70,7%. E una buona corrispondenza che si è registrata tra corsi programmati e il numero di avviati al lavoro.

Punto di debolezza dei corsi, sempre nella fascia 19-34, si è registrato nei servizi socio-sanitari: in quanto la domanda è significativa, ma il numero dei corsi è stato insufficiente ed elevato il numero delle persone in cerca di occupazione. Risultati poco confortanti anche nei corsi riguardanti i settori di ambiente, sicurezza e logistica: con un numero di corsi sovradimensionato rispetto alla domanda del mercato del lavoro e anche in considerazione delle persone in cerca di occupazione. Per quanto riguarda la totalità dei corsi gli esiti occupazionali messi a confronto con gli avviati nel 2014, nei diversi settori, indicano come è andata e cosa occorre migliorare.

Nell’ambito dei servizi socio-sanitari si è registrato l’80% degli occupati in uscita dai corsi e nonostante la bassa richiesta del mercato (0,6%) i corsi hanno funzionato. Per quanto riguarda la ristorazione servono sicuramente più corsi di formazione: in quanto sono stati 162 i ragazzi formati e occupati, pari al 68% dell’occupazione dei corsi, a fronte però di oltre 25.000 assunzioni registrate nel settore nel 2014. Anche per le attività commerciali i corsi sono da ripensare: il 57% di coloro che li hanno seguiti è in cerca di un’occupazione, nonostante una buona richiesta del mercato che ne ha immesso nel 2014 oltre 14.000. Anche in questo caso i corsi sono da rivedere. Anche per le attività di segreteria la domanda non è stata intercettata: dei 42 formati, il 50% è occupato e l’altro 50% è in cerca di lavoro.

Nonostante si siano registrate nel 2014 oltre 8.000 assunzioni nel settore. A dimostrazione della totale assenza di rapporto con le imprese. Per quanto riguarda i servizi culturali, di pulizia e alla persona il 56% dei fuoriusciti dai corsi è ancora in cerca di un’occupazione, nonostante la buona domanda del mercato del lavoro che ha visto, nel 2014, l’immissione di oltre 13.000 nuovi addetti. Ragionamenti affini valgono anche per artigiani e operai specializzati in edilizia e manutenzione degli edifici: c’è una forte domanda del mercato a cui corrisponde una disoccupazione al 35% di coloro che escono dai corsi. “

Di sicuro – ha sottolineato l’assessore regionale Cavo- ho ereditato una situazione che dice che il mercato del lavoro c’è, con alto numero di avviati, ma non tutti i corsi di formazione hanno intercettato la domanda di lavoro. Nell’ambito turistico alberghiero ad esempio si è registrata un’ alta percentuale di occupati del 69%, pari a 168 ragazzi, ma quello stesso settore ha avviato 25.000 persone nel 2014. Pertanto il lavoro da fare è molto. Serve abbinare l’andamento del mercato del lavoro con i settori e allora si deve investire anche nel socio-sanitario. Il mercato non assorbe i ragazzi e le ragazzi uscite dalle nostre qualifiche”.

“L’obiettivo – ha continuato Cavo – è quello di non usare denaro pubblico su corsi che non hanno futuro. Serve un’analisi corretta dei fabbisogni con un confronto costante con le aziende che ci devono dire di cosa abbiamo bisogno. Abbiamo molto da imparare anche dall’esempio della Lombardia e a questo proposito, vorrei importare il metodo del premio attraverso la dote merito”.

Intanto partirà entro fine mese un nuovo bando per l’apprendistato nell’alta formazione con incentivi alle imprese. L’assessore Cavo ha comunicato lo stanziamento di 300 mila euro, per incentivare le aziende con finanziamenti di 9.000 euro a persona per un totale di 1,5 milioni per tutto il periodo. “A questo si aggiungerà anche un bando per il sostegno all’auto-imprenditorialità – ha aggiunto Cavo – per aiutare le piccole aziende e le start up con servizi di assistenza anche dal punto di vista fiscale e ragionieristico per un totale di 3 milioni di euro, ci sembra un segnale importante per le imprese”.