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Lavori in corso

Rete a sinistra, l’assemblea disegna il nuovo ‘manifesto’. E la Liguria unisce più di Roma

cronaca

Genova. Uguaglianza e pari opportunità, etica, trasparenza e questione morale, giustizia ed equità: sono solo alcune delle parole individuate dal ‘popolo di rete a sinistra e scelte attraverso una votazione online che questa sera nel corso di un’assemblea del movimento a cui partecipano un centinaio di persone vengono trasformate in concetti e da qui in quello che diventerà il manifesto del gruppo. “Sarà un percorso condiviso quello che porterà all’elaborazione delle proposte – spiega Lorenzo Azzolini, uno degli animatori di Rete a sinistra – attraverso la formazione di gruppi di lavoro che proveranno a dare delle risposte alle questioni sollevate dalle parole chiave”.

E se nella prima grande assemblea plenaria dopo le Regionali, questa sera mancavo i big, da Sergio Cofferati a Luca Pastorino al deputato di Sel Stefano Quaranta, tutti impegnati tra iniziative politiche nazionali e impegni istituzionali, la base ha risposto con entusiasmo. “L’obiettivo è proseguire il percorso cominciato con le Regionali e quindi quello di costruire un fronte più largo possibile che si unisce non nell’idea di un feticcio di unità ma nell’avere degli obiettivi condivisi e portarli a termine”.

Un progetto che va oltre quello che a livello nazionale sta facendo la neonata formazione ‘Sinistra Italiana’: “Non possiamo creare il Liguria il partito della sinistra ligure – precisa Azzolini – perché siamo all’interno di un contesto nazionale ma all’interno di quel contesto anticipiamo un percorso”. Non a caso all’incontro di stasera erano presenti fra gli altri tutti i consiglieri della Lista Doria, il consigliere comunale di Possibile Giampaolo Malatesta, Sandro Frega e Walter Massa dell’Arci, Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto, oltre al consigliere regionale di Rete a sinistra Gianni Pastorino.

Un percorso ad oggi più unitario di quello di ‘Sinistra Italiana: “Al momento facciamo qualcosa di più perché coinvolgiamo Possibile e soprattutto tante persone che non appartengono a nessuna formazione. Sicuramente ad oggi uniamo più persone noi di quando si fa a livello nazionale, speriamo che il nostro percorso venga preso come modello per unire di più

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