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Politica

Quaranta (Sinistra Italiana): “Riforma costituzionale arrogante e superficiale”

Liguria. “Al secondo passaggio alla Camera, il testo di riforma costituzionale, modificato in prima deliberazione dal Senato lo scorso ottobre, si conferma palesemente inadeguato a riformare il bicameralismo perfetto ed il titolo V della parte seconda della Costituzione”. Esordisce così questa mattina in Aula alla Camera Stefano Quaranta, durante il suo intervento come relatore di minoranza in merito alla discussione riguardante le Riforme costituzionali.

“Un giudizio complessivamente negativo – spiega il deputato di Sinistra Italiana – anche tenendo presente la legge elettorale: “il combinato disposto di riforma della Costituzione e di legge elettorale ci dà un quadro davvero inedito che potremmo definire di presidenzialismo alla fiorentina, in cui un unico soggetto controlla tutti i poteri con scarsissimi contropoteri. Questa riforma accentra i poteri nellE mani del governo depotenziando drammaticamente il ruolo degli enti locali”.

“Il passaggio al Senato ha ulteriormente peggiorato il testo – continua Quaranta – evidenziando alcune contraddizioni fra tutte quella di essersi inventati un Senato delle Autonomie, senza aver fatto prima nessun ragionamento sul funzionamento delle Regioni, e soprattutto senza avere dato a questo organismo i poteri che i Senati federali hanno, che sono spesso anche di veto e di tutela degli interessi delle regioni o dei Länder, come sul modello tedesco”.

Sempre in nome dell’efficienza e per non farci mancare niente, la riforma ci consegna un Senato che tiene insieme cinque tipologie di senatori diversi: gli ex Presidenti della Repubblica, i senatori nominati dai Presidenti della Repubblica, i nuovi senatori a scadenza, quelli che durano sette anni, come i prossimi Presidenti della Repubblica, e in ultimo ci sono consiglieri regionali e sindaci.

“A questo ibrido di Senato, il governo ha consegnato il potere di riforma della Carta costituzionale – conclude Quaranta – a mio modo di vedere in contraddizione con l’articolo 1 della Costituzione, laddove si dice che la sovranità appartiene al popolo e non agli eletti di secondo grado. Temo che alla lettura di queste riforme, qualche padre costituente si rigirerà nella tomba”.