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Politica

Puc e Blueprint, “fuoco amico” su Bernini: “Dichiarazioni inquietanti”

Genova. “Le dichiarazioni del vicesindaco Stefano Bernini lasciano esterrefatti, per il merito, il metodo e gli effetti: un danno alla nostra città da parte di chi dovrebbe difenderne gli interessi. Una battuta di un noto film recitava: “Ci sono cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…”. Con le parole di Bernini la realtà supera l’immaginazione”. Così gli esponenti del Partito Democratico Victor Rasetto, Simone Regazzoni, Luciano Grillo e Raul Musso.

“Bernini – spiegano – attacca il Puc dichiarando, nel giorno dell’approvazione, che è “uno strumento già vecchio”, e che “forse non è il Puc lo strumento più adeguato per il futuro della città”. Ora, il punto è che Bernini, fino a ieri, ha lavorato al Puc, quindi ci troviamo di fronte a un’inedita forma di conflitto politico: quello tra Bernini e se stesso. Ci chiediamo dove fosse, fino a ieri, il vicesindaco, che da un giorno all’altro scopre che Genova è afflitta dalla “malattia del vecchio”.
Una cosa è certa: di questa malattia del vecchio le dichiarazioni di Bernini sul Blue Print sono un sintomo inquietante. Se oggi c’è un progetto che ha la possibilità di rinnovare l’immagine di Genova e di produrre lavoro e sviluppo questo è proprio il Blue Print. Schierarsi contro il Blue Print significa non avere a cuore Genova e il suo futuro. Significa non accettare la sfida dell’innovazione”.

“Ma il punto è: chi rappresenta il vicesindaco quando parla? Rappresenta Doria? Rappresenta il PD? I giovani architetti di cui si scopre strumentalmente paladino?
È una questione che va chiarita subito, visto che è in gioco uno dei progetti più importanti per la nostra città. Per quanto riguarda poi la “classe dirigente vecchia incapace di acquisire nuove forze” siamo d’accordo con Bernini. Auspichiamo che, almeno su questo, Bernini sia d’accordo con se stesso. Fino in fondo”.