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I numeri

Oltre 2000 casi in Liguria: oggi è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

La violenza di genere in Liguria ha molti volti

In Liguria le donne che dall’inizio dell’anno a oggi si sono rivolte ai centri antiviolenza sono oltre duemila (2262), in aumento rispetto agli anni scorsi. Di queste, poco più della metà, 1084, dopo un primo contatto telefonico con i centri, rinunciato ai servizi offerti, per poi magari tornare dopo mesi o addirittura anni.

653 sono invece le donne che hanno partecipato ad almeno un colloquio di approfondimento, mentre quelle prese in carico totalmente dai centri antiviolenza sono 594, circa un quarto delle donne che si rivolgono alle strutture.

“Scorrendo i dati a disposizione, è assolutamente necessario che il numero delle donne che dopo il primo contatto usufruiscono dei servizi offerti, restando in carico ai centri antiviolenza, aumenti – spiega l’assessore alle Pari Opportunità, Ilaria Cavo – Per questo, la Regione Liguria stanzia i fondi ai comuni con la precisa indicazione di utilizzarli anche per la formazione degli operatori affinché, rafforzando la fase di accoglienza, si possano intercettare, più casi, molti dei quali sommersi. Consideriamo poi il fatto che la maggior parte delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza è italiana , con una concentrazione tra i 30 e i 49 anni”.

La violenza di genere in Liguria ha molti volti. Le violenze subite dalle donne rilevate dopo il primo colloquio possono essere di natura sono fisica (554), psicologica (703), sessuale (92), economiche (238), legate a fenomeni di stalking (86).

La Regione Liguria ha istituito l’ “Osservatorio Regionale sulla violenza alle donne e ai minori”, che si occupa di realizzare il monitoraggio degli episodi di violenza attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai Centri antiviolenza e dai servizi territoriali. A supporto dell’Osservatorio è in fase di attivazione un sistema web realizzato con i sistemi informativi e telematici regionali e Liguria Digitale, dedicato agli operatori e condiviso in rete con tutti i centri antiviolenza e gli sportelli del territorio.

L’assessore Cavo, inoltre, ha annunciato un finanziamento regionale di 175 mila euro a favore dei comuni capofila delle conferenze dei sindaci. Un sistema che in Liguria comprende centri antiviolenza e case rifugio, strutture con alloggi e sportelli d’ascolto nel territorio, attività al centro in questi giorni di una campagna di comunicazione della Regione Liguria, con una serie di spot per sensibilizzare i cittadini sul problema.

Il riparto assegna finanziamenti ai comuni capofila di Sanremo (25 mila euro), Savona (25 mila), Genova (50 mila), Chiavari (25 mila), La Spezia (25 mila). Il provvedimento assegna anche un finanziamento di 25 mila euro all’agenzia regionale per i servizi educativi e del lavoro Arsel Liguria per l’avvio di attività tecnica-operativa per fra crescere e ottimizzare il coordinamento regionale delle reti territoriali antiviolenza.

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