Quantcast
Regione

Mafia, Tosi (M5S): “I tentacoli della piovra sulla Liguria, presto una vera legge antimafia”

consiglio regionale liguria

Liguria. “La mafia c’è e rischia di colonizzare la regione”. Così si apriva, nel febbraio 2015, il report della Fondazione Caponnetto sulla criminalità organizzata in Liguria. Con numeri da far tremare i polsi: si parla addirittura di un fatturato annuo complessivo che oscilla tra i 10 e gli 11 miliardi di euro.

“Di fronte a una simile emergenza, la politica fino ad oggi si è mossa poco e male. A livello regionale, nel 2012 l’ex giunta regionale ha approvato una legge per la ‘Prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità’. 22 articoli con cui Burlando provava – almeno nelle intenzioni – a mettere ordine a un tema che tocca sempre più da vicino la Liguria, spesso nel silenzio più o meno consapevole da parte di cittadini, media e istituzioni”. Lo dichiara Fabio Tosi, portavoce del M5S in Regione.

“Al di là delle valutazioni politiche, a balzare subito all’occhio è un aspetto giuridico: quella legge non recepiva il codice di autoregolamentazione approvato due anni prima – nel febbraio 2010 – dalla Commissione parlamentare Antimafia. Nel frattempo, nel 2014, è entrato in vigore il nuovo codice di regolamentazione vergato dal nuovo Presidente della Commissione, Rosy Bindi. Un documento più stringente e specifico rispetto al precedente, ma che, anche in questo caso, non è stato recepito dall’assemblea legislativa regionale. A distanza di tre anni, con colpevole ritardo, è arrivata l’ora che la Regione Liguria metta in atto ciò che per tutto questo tempo non ha fatto o non ha voluto fare, per inadempienza o per mancanza di volontà politica. Noi, come MoVimento 5 Stelle, lo abbiamo chiesto con una proposta di deliberazione che impegna il consiglio a recepire il nuovo codice, lanciando un messaggio preciso di lotta ad ogni forma di mafia”, prosegue Tosi.

Rispetto alla legge del 2012, presenteremo una serie di emendamenti per inasprire le norme. In particolare chiederemo che ogni gruppo consiliare si doti di un proprio codice di autoregolamentazione e che, qualora il membro di un gruppo sia coinvolto in vicende legate alla criminalità organizzata, non possa ricoprire alcun incarico di nomina regionale, della giunta regionale e dei rispettivi presidenti. ‘Le leggi inutili indeboliscono le leggi necessarie’ diceva Montesquieu. La legge, in questo caso, c’è. Rendiamola finalmente efficace, capace di incidere davvero sulla piaga della criminalità organizzata. In una parola: utile. E facciamolo tutti insieme. Perché la lotta alla mafia non ha alcun colore politico, conclude il portavoce.