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2 novembre

L’ultimo riposo? A Boccadasse. A Genova è boom di cremazioni

Ma non manca chi sceglie la montagna

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Genova. Ricordare i propri cari scomparsi fuori dai cimiteri. Il 2 novembre si sposta sempre più dai luoghi tradizionali e lo farà ancor di più in futuro. Cambiano infatti le usanze e sempre più genovesi scelgono la cremazione.

A rivelarlo i dati del Comune. “Su circa ottomila decessi che avvengono ogni anno – spiega Cinzia Vigneri, dirigente di Tursi – il 65-70% sceglie la cremazione, numero fra l’altro in continua crescita”.

Le statistiche rivelano insomma un mondo nuovo e permettono di stilare una vera e propria “classifica di gradimento” circa l’ultima destinazione. Aumentano coloro i quali desiderano che le proprie ceneri finiscano in casa di un familiare o siano disperse in un luogo particolarmente caro: “il mare resta la meta preferita – spiega ancora Vigneri -: Boccadasse e il mare davanti alla diga foranea battono i due luoghi di montagna del nostro comune più amati come Monte Moro e Camaldoli. Anche se le ceneri sono igienicamente inerti, per legge la dispersione può avvenire solo in aree indicate dai Comuni e lontano dalle abitazioni”.

Nel 2014 su un totale di 5025 cremazioni su circa 8 mila decessi sono state registrate 272 dispersioni e 733 affidi. Ad ottobre 2015 la quota è già arrivata a 273 dispersioni e 787 affidi.

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