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#insiemenelPd ma divisi tra malumori e polemiche: Ermini alla prova dell’unità che non c’è

Domani la prima assemblea regionale post commissariamento per delineare le tappe fino al congresso ma lo scontento regna sovrano

Genova Quella che si terrà domani all’auditorium Eugenio Montale del teatro Carlo Felice sarà la prima assemblea regionale del partito democratico ligure dopo il commissariamento di quest’estate, scelta inevitabile dopo la sconfitta alle Regionali che aveva fatto deflagrare lo scontro in atto fin dal momento in cui Raffaella Paita aveva compiuto il balzo in avanti autocandidandosi alla successione di Burlando.

Cos’è cambiato in questi quattro mesi?. Non molto, nonostante il commissiario David Ermini abbia lavorato di fino per dare una parvenza di rappacificazione, ascoltando i rappresentanti di tutte le correnti e le sottocorrenti, sedando liti, e mantenendo sempre un atteggiamento equidistante tanto che lui, renziano, sembra piacere più ai non renziani che agli altri. Ma Ermini sa bene come ad di là della facciata e dei silenzi imposti, la guerra è sempre dietro l’angolo e coinvolge non solo il rissoso partito genovese (con lo scontro ormai a tutto campo tra il segretario Alessandro Terrile e Simone Regazzoni), ma anche per esempio il gruppo in Regione dove cresce lo scontento nei confronti della troppa visibilità che la candidata sconfitta Raffaella Paita e l’ex segretario regionale Giovanni Lunardon si prendono quotidianamente a scapito degli altri consiglieri di via Fieschi. E in Comune non va meglio, dopo che tre consiglieri hanno lasciato il gruppo (Malatesta, e poi Gozzi e Caratozzolo) e quelli che restano si trovano spesso a litigare (da ultimo la lite tra Cristina Lodi e l’ex assessore Gianni Vassallo sulla piastra della salute della Valpolcevera

E le partite aperte ‘di peso’ sono troppe perché la facciata di unità possa reggere il colpo, a cominciare dall’elezione del nuovo segretario regionale (il congresso si svolgerà la prossima primavera) alle primarie savonesi, e alla sfida che, seppur ancora lontana, fa tremare più di tutte, vale a dire le amministrative genovesi del 2017.

Ufficialmente domani il commissario Ermini traccerà nel suo intervento un percorso, di tempi e di metodo, verso il congresso, accompagnato dalla sua squadra di lavoro (Sara Di Paolo, Viola Boero, Alberto Pandolfo, Massimiliano Morettini, Giorgio Ravera e Federico Tanda). Ma è certo che negli interventi che seguiranno un po’ di carne a fuoco verrà buttata. “Io e anche altri del mio gruppo interverremo – assicura Simone Regazzoni, membro della commissione regionale di Garanzia ed esponente dei cosiddetti ‘nuovi benzinai’ – per dire che ovviamente siamo per l’unità del partito ma il partito deve definire la sua linea politica. Occorre trovare un punto di sintesi, perché ovviamente le posizioni sono diverse, che sia il più avanzato possibile, il più vicino a quello che rappresenta il partito guidato da Matteo Renzi. La Liguria e soprattutto Genova non possono continuare ad essere la retroguardia”.

Anche il segretario genovese Terrile ha già pronto il suo intervento: “Dirò che dopo la sconfitta delle Regionali occorre recuperare credibilità e non è con i comunicati stampa che la si recuperà” spiega con un chiaro riferimento al gruppo dei nuovi renziani ,ma anche perché no, allo stesso gruppo dem in Regione guidato da Lella Paita che in fatto di comunicati stampa sta di gran lunga battendo la giunta Toti. “Dovremmo interrogarci di più su chi sta ad ascoltarci anziché continuare su questa linea di autoreferenzialità” dice il segretario. Ma domani è il giorno in cui il Pd #insiemenelPd parlerà ancora una volta, solo a se stesso e certamente, di botte e risposte, ce ne saranno molte altre.