Quantcast
è polemica

Il consigliere regionale Matteo Rosso e il parroco di Onzo “schedati” su www.registrorazzista.it

L'esponente di Fratelli d'Italia paga la lotta contro l'introduzione della teoria gender nelle scuole

registro italiano razzisti e omofobi riro

Liguria. Uno con l’accusa di essere “solo” razzista, l’altro tacciato anche di omofobia: queste le ragioni che hanno portato i curatori del sito www.registrorazzista.it ad inserire il parroco di Onzo, Angelo Chizzolini, ed il consigliere regionale Matteo Rosso nel loro “schedario”.

Il Registro Italiano Razzisti ed Omofobi, o RIRO, è una sorta di “registro virtuale” nel quale, recita la descrizione, “sono annoverati i nominativi di persone che manifestano in modo pubblico la loro contrarietà verso altri individui, coloro che pubblicamente vantano ostilità verso omosessuali e/o stranieri”.

Molti i personaggi famosi inseriti nel registro. Il più “popolare” del mese, secondo la home page, è Carlo Tavecchio, il presidente della FIGC: celebre fin dall’elezione per le sue esternazioni sui calciatori di colore (“Optì Pobà è venuto qua che mangiava le banane e ora fa il titolare nella Lazio”), è lo stesso che ha definito le calciatrici “quattro lesbiche” e che, recentemente, è finito di nuovo nell’occhio del ciclone per aver parlato di “ebreacci” ed essersi definito “normalissimo rispetto ai gay”.

Tavecchio è in buona compagnia: accanto a lui campeggiano Vittorio Sgarbi, Dolce e Gabbana (che, seppur omosessuali dichiarati, si sono schierati contro il matrimonio e le adozioni gay), i cantanti Povia (quello della celebre “Luca era gay” nella quale accomuna l’omosessualità ad un problema psicologico) e Cristiano Malgioglio (secondo il quale “due uomini non devono baciarsi in bocca per strada, ci sono i bambini”), ma anche politici come Alfano, Giovanardi e Salvini (forse il nome più scontato, dato le continue battaglie del leader della Lega contro l’immigrazione).

Per entrare nel triste elenco, un personaggio deve essere segnalato da un utente: i responsabili del sito si incaricano di appurare la veridicità della segnalazione (che va suffragata da link diretti alle dichiarazioni “incriminate”) e, in caso positivo, aggiungono la persona segnalata all’elenco, con foto, zona di residenza e motivazione.

angelo chizzolini

Due, per ora, i liguri inseriti nel registro. Il primo è savonese: si tratta di don Angelo Chizzolini, il parroco di Onzo salito alla ribalta qualche tempo fa per aver rifiutato di ospitare profughi (“piuttosto brucio la canonica”) ed entrato nel RIRO il 29 ottobre. Il secondo nome, aggiunto solo due giorni fa, è quello di Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza Italia: la sua “colpa” è quella di essersi battuto perché venisse approvata la sua mozione contro l’introduzione della “teoria gender” nelle scuole liguri.

matteo rosso

L’iniziativa ovviamente è alquanto controversa. Difficile capire chi c’è dietro (il registro contiene meno di 30 nomi, quasi tutto segnalati da un solo utente, e la pagina Facebook di riferimento ha solo 72 like), e difficile anche stabilire la linea di demarcazione tra libertà d’espressione e diffamazione (il sito dà pubblicamente degli omofobi e dei razzisti alle persone elencate, con tanto di fotografia). Senza contare che la proposta del RIRO è di quelle shock: creare una lista di proscrizione per isolare razzisti e omofobi nella vita reale un po’ come fece il nazismo nei confronti degli ebrei.

Nonostante lo scarso seguito, l’iniziativa ha scatenato diverse reazioni: la creazione di una pagina Facebook per invocarne la chiusura (che al contrario del RIRO ha già 951 like), minacce di denuncia alla Polizia Postale e di attacchi DDoS (una tecnica informatica per far “crollare” i server). E in Liguria l’inserimento di Matteo Rosso ha scatenato l’ira di Forza Italia Giovani: “I ragazzi vogliono esprimere il loro sostegno – dice Marco Ghisolfo – nei confronti di chi, come il consigliere regionale Matteo Rosso, è stato arbitrariamente inserito tra gli schedati del sito www.registrorazzista.it. Questa iniziativa online non fa altro che creare una vera e propria lista di proscrizione, dai tristi richiami storici, di tutti quelli che hanno supportato un’idea, un progetto, un valore visto come il male dagli ideatori del sito internet. Il consigliere Rosso è stato inserito in tale lista solo per il fatto di aver argomentato e votato a favore della mozione no gender, una tematica che ha visto anche Forza Italia Giovani Liguria protagonista”.

“Il nostro intento non è mai stato omofobo – spiega Tomaso Giaretti, Coordinatore di Forza Italia Giovani per la Città Metropolitana di Genova – la nostra azione non è mai ‘contro’ o di indole distruttiva, bensì siamo da sempre orientati ad una politica propositiva, nel caso della questione gender si è voluto ribadire la necessità di un maggior supporto alla famiglia, unico vero nucleo di formazione e crescita di ogni individuo, negando una teoria, quella gender, che ha il pessimo sapore di un’utopia degna di quelle che hanno gravemente segnato il secolo scorso”.

E proprio alle tragedie del secolo passato fanno riferimento Ghisolfo e Giaretti: “Si inizia sempre così, con delle liste sulle quali segnare chi non la pensa come si dovrebbe, ma non bisogna dimenticare che il passo successivo è la creazione di un nemico politico, poi vengono la violenza ed i campi di concentramento. L’atteggiamento espresso dagli amministratori del sito è sconcertante, si scrive professione e zona di residenza di un individuo, già condannato senza processo e difesa, e si inserisce persino la foto. Per queste ragioni Forza Italia Giovani Liguria, in segno di solidarietà, lancia gli hashtag #noproscrizione”.

Più informazioni