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Genova contro la pena capitale: dagli USA Josè Martinez, per 5 anni nel braccio della morte da innocente

Genova. Illuminando uno striscione sulla facciata principale di Palazzo Ducale, oggi pomeriggio Genova rinnova l’adesione alla manifestazione internazionale “Città per la vita, contro la pena di morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.

Lunedì sera, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale porterà la sua testimonianza Josè Martinez, che è stato incolpato di duplice omicidio ed ha trascorso cinque anni e quattro mesi nel braccio della morte della Florida, prima di essere riconosciuto innocente.

La Giornata Internazionale delle “Cities for life“ – che si celebra ogni 30 novembre, nell’anniversario della prima abolizione della pena di morte da parte di uno stato europeo (il Granducato di Toscana, nel 1786) – riunisce amministrazioni locali e società civili di tutto il mondo: ogni città illuminerà un monumento significativo per affermare la sua contrarietà alla logica della violenza e della vendetta. L’edizione di quest’anno ha avuto l’adesione di più di duemila città in ogni continente. Rappresenta la più grande mobilitazione internazionale finora realizzata per fermare nel mondo tutte le esecuzioni capitali.

Palazzo Ducale ha disposto un’illuminazione speciale su uno striscione con il logo della campagna, sulla facciata di piazza Matteotti.

Lunedì alle 17,45, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, si terrà l’incontro pubblico “Città per la vita, contro la pena di morte” con gli interventi di Luca Borzani, presidente della Fondazione Cultura di Palazzo Ducale, di Simona Merlo, della Comunità di Sant’Egidio e gli intermezzi musicali di Giacomo D’Alessandro.

Il testimone d’eccezione sarà Joaquin Josè Martinez, che è stato accusato ingiustamente di duplice omicidio ed ha trascorso più di cinque anni nel braccio della morte: Martinez racconterà la pena capitale “dal suo interno”, aiutando a comprenderne le contraddizioni.

In questi giorni Rais Bhuiyan incontrerà i detenuti di alcuni istituti penitenziari liguri e gli studenti di diversi licei per raccontare la sua esperienza.