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La richiesta

Genova-Acqui, Comuni e pendolari chiedono incontro a Berrino: “Nuovo cadenzato ci penalizza”

Il nuovo orario, in vigore dal 13 dicembre crea un 'buco' di due ore per gli studenti e fa perdere un treno in fascia pendolari

Genova. Chiedono un incontro urgente con l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino il comitato dei pendolari della Valle Stura ed Orba e i principali Comuni liguri e piemontesi della linea ferroviaria Genova – Acqui Terme perché il nuovo orario cadenzato che entrerà in vigore il 13 dicembre è fortemente penalizzante sia per gli studenti delle superiori che per i lavoratori che rientrano da Genova. Nel primo caso gli studenti, che escono ormai quasi tutti alle 14 si troveranno un buco di due ore dalle 14:13 alle ore 16:13, mentre i lavoratori perderanno un collegamento nella fascia pendolare alle ore 17.36 a fronte di un treno in più nella cosiddetta fascia “di morbida” alle ore 11:13.

“Quando c’è stata la presentazione del nuovo orario cadenzato regionale il 15 ottobre – spiega Fabio Ottonello, portavoce del comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba – ci siamo accorti che la nostra linea è stata l’unica realmente penalizzata. Abbiamo subito chiesto un incontro con l’assessore Berrino ma non abbiamo avuto risposta”. Il 6 novembre i pendolari hanno avuto un incontro con i tecnici di Trenitalia che ha confermato le sue scelte: “Vorremmo almeno la possibilità di poter spiegare le nostre ragioni – spiega Ottonello – e lo stesso chiedono i 20 Comuni, compreso quello di Genova – che hanno firmato il documento. Con l’assessore Vesco eravamo perlomeno abituati ad essere ricevuti ed ascoltati”.

Oltre al problema per gli studenti e al treno tagliato sulla fascia pendolari in direzione Genova – Acqui, il Comitato segnala altri pressibili problemi: L’ultimo treno serale in partenza da Acqui è stato fortemente anticipato e sul sito di Trenitalia al momento mancano gli autobus della primissima mattina e della tarda sera, anche se in questo caso speriamo si tratti solo di una questione tecnica”.

La richiesta alla Regione è chiara: “Visto che con sole 13 coppie di treni l’orario cadenzato non si può fare se non creando dei buchi, chiediamo che sulla nostra linea venga mantenuto l’orario attuale”. A firmare il documento sono, oltre al comitato, i Comuni liguri di Genova, Mele, Masone, Campoligure, Rossiglione, Tiglieto e Urbe e quelli piemontesi di Carpeneto, Tagliolo, Molare, Mornese, Trasco, Ovada ed Acqui, Cremolino, Visone, Rocca Grimalda, Silvana, l’Unione dei Comuni Dal Tobbio al Colma e l’unione Alte Langhe del Monferrato.