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Fiom, Manganaro a Terrile: “Difendiamo i lavoratori Ilva e quelli di Ansaldo, ma trattiamo solo con chi fa proposte serie”

L'accordo di programma? "Si modifica solo a Roma, non certo a Tursi. Obiettivo è difendere industria, salario e occupazione"

Genova. C’è grande nervosismo tra i delegati della Fiom dopo il duro attacco arrivato ieri nel corso dell’assemblea regionale del Pd che sembra aver ritrovato una parvenza di unità solo nell’attacco quasi corale al principale sindacato dei metalmeccanici. In particolare sono stati Merlo, Burlando, Paita ma soprattutto il segretario genovese Terrile (per la prima volta si è trovato d’accordo con l’ex presidente dell’autorità portuale) ad scagliarsi contro la Fiom . “Trovo assurda la polemica della Fiom genovese sulle aree Ilva e il suo atteggiamento contro il sindaco – ha detto ieri Terrile nel suo intervento – e penso che dovremmo dive ai lavoratori dell’Ilva che sottrarre risorse alla riqualificazione di Cornigliano per integrare il loro reddito è una scelta che non potremo fare mai più”.

Durissima la replica della Fiom. “Terrile ha perso un’occasione per stare zitto e visto che la sua filosofia è mettere in discussione i diritti respingiamo il messaggio al mittente” dice infuriato il segretario Bruno Manganaro. “Noi difendiamo l’accordo di programma nella sua essenza perché tutela l’occupazione e il salario. Quell’accordo è modificabile in una sola sede, che è la presidenza del consiglio, non certamente in consiglio comunale perché di Doria e del Pd non ci fidiamo, ma una cosa deve essere chiara: noi difendiamo i lavoratori Ilva e quelli di Ansaldo, anche per questo siamo il primo sindacato in entrambi”.

L’attacco del segretario genovese del Pd ha riguardato anche l’integrazione salariale per cui sono state parzialmente utilizzare, con la modifica dell’accordo di programma siglata nel 2014, risorse della Società per Cornigliano: “Ricordo a Terrile che quell’accordo è stato firmato dal presidente del consiglio Renzi e dal presidente Burlando” ricorda Manganaro che sulla questione aree Ilva per Ansaldo chiarisce: “La nostra storia dice che di fronte a proposte serie che tutelino il reddito e l’occupazione, siamo disposti a sederci a un tavolo e a firmare accordi, ma solo nelle sedi giuste”.

La Fiom non ha gradito troppo nemmeno le parole dell’ex governatore Burlando che ieri nel suo intervento ricordava come al sindacato all’epoca della battaglia per Fincantieri lui avesse detto che comunque le navi dovevano essere consegnate e che, di fatto, lo sciopero a oltranza poteva essere controproducente: “Tutti si dimenticano che Fincantieri l’hanno difesa prima di tutto i lavoratori, ricevendo in cambio denunce e processi. Noi abbiamo grande rispetto per i politici che sono venuti insieme a noi in corteo, ma se non ci fossero stati i cortei Fincantieri non sarebbe più a Genova. Perché oggi nessuno parla di Piaggio, dove è stato firmato un accordo e poi non è stato rispettato consentendo che lo stabilimento genovese chiudesse, e quello di Villanova rischia di fare la stessa fine?”

“Noi trattiamo con chi è una parola sola – ribadisce il segretario della Fiom – e ribadiamo la nostra posizione che è difendere industria, occupazione e salario. Sicuramente non trattiamo con chi, come Terrile, quell’accordo lo vuole stracciare“.

Intanto, tra le telefonate che si susseguono in queste ore fra i delegati, la rabbia è tanta e al momento non è possibile escludere che nei prossimi giorni venga organizzata una qualche forma di protesta.