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Esaote, domani la delibera: tensione altissima tra Tursi e la Regione, lavoratori preoccupati

Bernini: "Così fanno saltare anche Ponte Parodi". Scajola e Rixi: "Faremo il possibile, ma no a strumentalizzazioni da parte di Tursi"

Genova. “Noi come Regione stiamo lavorando assiduamente x tutelare imprese liguri e genovesi. Faremo tutto il possibile per fare in modo che Esaote resti a Genova e siamo fiduciosi che così sarà, ma se qualcosa andasse storto sarà responsabilità del Comune di genova. Noi faremo la nostra parte, ma Tursi deve fare la propria”. Parla chiaro l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola a ventiquattr’ore dalla delibera con cui la giunta Toti deve recepire le prescrizioni dei tecnici sul Puc del Comune di Genova e che da due giorni hanno scatenato una guerra tra le due istituzioni cittadine a causa dello stop alle grandi strutture commerciali in aree esondabili che mette a rischio non solo non solo il centro commerciale nella ex officina Guglielmetti ma soprattutto tutta la partita Esaote (vendita della attuale sede dopo il trasferimento ad Erzelli e nuovo stabilimento bis a Multedo).

Insieme all’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi e agli uffici tecnici Scajola sta lavorando per arrivare a una soluzione che ‘salvi’ l’operazione Esaote, per la quale sono 15 giorni fa è stato firmato l’accordo di programma che, dopo un anno e mezzo di lotta da parte dei lavoratori e il cambio di dirigenza ai vertici dell’azienda biomedicale, sancisce il rilancio con 18 nuove assunzioni oltre al mantenimento degli attuali dipendenti. “Come lavoratori siamo oggettivamente preoccupati – spiega Andrea Baucia Rsu Esaote – che le nostre battaglie e il fatto di aver trovato un management disposto a investire su Genova, ora ci ritroviamo punto e a capo”.

La strada individuata dalla Regione sembra essere quella di interpretare come di “medie dimensioni” la superficie di vendita che sarà realizzata nella ex sede di Esaote in modo da non incappare nei divieti imposti per le grandi superfici commerciali (quelle superiori a 1500 mq) mentre rispetto all’altro pezzo, quello riguardante l’area di Multedo dove la coop attuale lascerebbe spazio nell’attuale palazzina al nuovo stabilimento di Esaote per le risonanze magnetiche) per acquisire un’area adiacente per la vendita non alimentare saranno individuate prescrizioni facilmente assolvibili. Una strada diversa verrà scelta sulla partita della ex officina Guglielmetti.

L’assessore comunale all’Urbanistica Stefano Bernini però attacca: “Gli uffici si sono inventati l’interpretazione di una norma per attaccarci ma così attaccano la città. Non solo per la questione Esaote, che senza certezze può decidere di andarsene a Firenze, ma anche per il futuro. Basti pensare a Ponte Parodi, dove in queste condizioni rischia di saltare l’operazione Altarea” . Bernini: “Su Esaote l’area quando cominceranno i lavori non sarà più esondabile perché sarà messa in sicurezza entro il prossimo anno” ripete Bernini. Non solo, l’interpretazione della Regione secondo il vicesindaco è scorretta e non risolve i problemi: “Quando firmammo l’accordo su Esaote nel 2011 in Provincia definimmo le aree di medie dimensioni pari a 2500 mq. Solo dopo è intervenuta la legge regionale sul commercio che definisce di grandi dimensioni le superfici commerciali superiori a 1500 mq, ma nelle norme transitorie ciò che è già in corso viene salvato“.

Posizioni ancora lontanissime con il rischio che la battaglia politica si trasformi in una battaglia giudiziaria: “Se salta tutto non potremo far altro che denunciare la Regione” conclude Bernini mentre Rixi ripete: “Il comune di Genova può decidere di disattendere quanto deciso dalla Regione, ma noi non ci renderemo responsabili di un abuso”.