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Erzelli, Pastorino (Rete a Sinistra): “Cattedrale nel deserto. Con l’Università niente impianti sportivi”

Genova. Con un’interrogazione presentata in consiglio regionale lo scorso 10 novembre, Rete a Sinistra lancia un nuovo allarme sul Polo Universitario degli Erzelli. Con il prospettato trasferimento della facoltà di ingegneria, oltre 5.000 studenti sbarcheranno in una struttura priva di qualsiasi impianto sportivo: “il 50% della popolazione studentesca di ingegneria pratica uno sport, e moltissimi sono i tesserati CONI – dichiara il consigliere Pastorino -. Quando arriveranno al campus di Erzelli si troveranno costretti in una landa desolata; una cattedrale nel deserto che sorge in violazione delle leggi dello Stato”.

Il progetto, infatti, contravviene sistematicamente alle disposizioni nazionali: “La legge 641 del 1967 parla chiaro. Ogni investimento per l’Università deve prevedere una percentuale destinata alla costruzione o al potenziamento di strutture sportive – rileva Pastorino -. Nonostante le pressanti richieste delle associazioni sportive universitarie, il piano di trasferimento della facoltà di ingegneria non prevede nulla di tutto ciò, neanche una palestra”.

Oltre il danno al benessere degli studenti, c’è il problema di un diritto negato; e di un ponente genovese che continua a essere privo di strutture adeguate: “Complessivamente, consideriamo la partita Erzelli un fallimento imbarazzante – commenta Pastorino -. Le evidenti negligenze, le innumerevoli opportunità sprecate e l’assenza di infrastrutture stanno facendo emergere sempre di più la sua vera natura: quella di una colossale speculazione immobiliare”.

Chiamata a trovare una soluzione, la regione attende riscontri dall’ateneo; anche se il ragionamento non può che essere ipotetico, quindi – purtroppo – prematuro: “la giunta sarebbe disponibile a cofinanziare il 50% di un intervento per l’edilizia sportiva – sottolinea Pastorino -, ma l’ateneo non ha mai presentato domanda; inoltre non sappiamo se l’Università potrà, o vorrà, accollarsi l’investimento restante”. Una residenza universitaria che si avvicina agli standard dei più moderni campus internazionali, in cui anche il merito sportivo è motivo d’orgoglio: un sogno che a Genova rischia di restare nel cassetto.