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I dati

Edilizia sociale, a Genova 1.226 alloggi sfitti ma mancano le risorse

A breve il nuovo regolamento per l'assegnazione con la possibilità di 'autoristrutturazioni' fino a 5 mila euro

Genova. Sono 1.226 alloggi sfitti da recuperare a Genova, di cui 837 di proprietà comunale e 389 in convenzione con privati, 710 interventi sono già stati attuati, 171 sono in corso, 30 si stanno progettando e 315 sono in programma. I dati sono emersi dalla commissione comunale Territorio del Comune di Genova in cui sono stati auditi i responsabili di Arte.

1.211 alloggi, tutti di proprietà del Comune, richiedono interventi di riqualificazione energetica. Si sta lavorando su 162 di questi, mentre i restanti interventi sono programmati e in attesa di progetto. Il totale degli alloggi interessati da questi lavori è 2463, di cui 2.048 di proprietà comunale e 389 in convenzione.

Con la crisi economica cresce anche la morosità: “C’è una crescita significativa dal 2007 in poi – spiega Paolo Gallo di Arte – nel 2011 è stata introdotta una modifica delle modalità di rateizzazione (fino a 5 anni), in collaborazione stretta con i servizi sociali. Circa il 15% degli assegnatari, cioè circa 1.500 famiglie, è irregolare nei pagamenti. Si pone sempre più il problema di distinguere la morosità colpevole da quella incolpevole. È necessaria una collaborazione stretta con il servizio sociale”.

Solo il 10% degli alloggi che si sfittano, che sono mediamente uno al giorno – ha spiegato Giovanni Spanu di Arte – è in buone condizioni e può essere riaffittato subito. Questo crea un problema di disponibilità e di redditività. Sarebbe necessario un apposito fondo, per poter intervenire più rapidamente, insieme a un provvedimento legislativo che sveltisca le pratiche”.

Secondo gli amministratori di Arte “per una corretta gestione, che comprenda i necessari lavori straordinari e, a rotazione, le ristrutturazioni, servirebbero 15-20 milioni all’anno. Invece, per mancanza di fondi, tanti appartamenti restano sfitti a lungo in attesa dei lavori”.

Altro punto su cui, tra gli altri, si sono confrontati i consiglieri è stata la possibilità delle cosiddette ‘autoristrutturazioni’, ovvero la possibilità, prevista dalla bozza di regolamento, di assegnare appartamenti che necessitino di interventi di manutenzione per un valore massimo di 5000 euro, da effettuare, a carico dell’assegnatario. “Avevamo chiesto la possibilità di alzare la cifra fino a 10 mila euro ma per ora la modifica non è “ spiega il consigliere Stefano Anzalone.

Il regolamento che prevede fra altro che il bando diventi triennale (evitando che le famiglie debbano fare domanda ogni anno) dovrebbe essere approvato dal consiglio entro l’anno. Il consigliere di Possibile Giampaolo Malatesta ha inoltre chiesto di agevolare attraverso fondi il ‘trasferimento abitativo quando si tratta di anziani che chiedono di essere trasferiti più vicino ai figli: “E’ un modo per favorire l’autosufficienza degli anziani in modo che non finiscano in case di riposo. In cambio grazie alle autoristrutturazioni, i figli possono mettere a posto gli appartamenti”.