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La decisione

Dissesto idrogeologico, Giampedrone: “Stop a costruzioni entro i 10 metri dai torrenti”

Genova. Mai più costruzioni in deroga alla distanza minima di 10 metri da fiumi e torrenti. La Giunta Toti ha già preparato un regolamento per migliorare la tutela e il rispetto del territorio e dei corsi d’acqua, cancellando il provvedimento della Giunta Burlando che prevedeva la possibilità di costruire a soli tre metri dai fiumi, in deroga alla normativa nazionale.

Lo comunica l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Giacomo Giampedrone che si appresta a portare in Giunta il nuovo regolamento che verrà portato all’attenzione del consiglio regionale per l’approvazione. “L’argomento è molto importante e delicato – spiega l’assessore Giampedrone – soprattutto in un territorio come quello ligure, soggetto ad alto rischio idrogeologico.

Per questo abbiamo deciso di invertire la tendenza e cambiare passo rispetto alle decisioni della Giunta precedente che, in barba a ogni tipo di prudenza, aveva previsto deroghe alla distanza minima concepita dalla normativa nazionale dei 10 metri per nuove edificazioni vicine a fiumi e torrenti. Da anni si chiede alla Regione che venga revocata la norma del precedente regolamento che ammetteva interventi anche a tre metri di distanza dai limiti del fiume e anche alla luce dei continui fatti di dissesto idrogeologico che colpiscono il nostro territorio abbiamo di elaborare un nuovo ritenuto di approvare un nuovo regolamento non più in contrasto con la normativa nazionale e rispettoso del territorio”.

“Ci voleva una giunta di centrodestra – continua Giampedrone – per emanare un nuovo regolamento di buon senso e revocare, con un gesto riparatore, una norma che consente di costruire a tre metri dai corsi d’acqua. Quanto fatto fino ad oggi da questa Giunta dimostra come abbiamo a cuore il nostro territorio e la nostra volontà di porre mano ai disastri compiuti in precedenza. Con questo nuovo regolamento segniamo una svolta nella gestione del territorio, cancellando le arbitrarie riduzioni delle fasce di edificabilità lungo i corsi d’acqua, in contrasto con le disposizioni del codice dell’ambiente, evitando così’ ulteriori rischi alle popolazioni e alle loro attività”.

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