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Lettera al direttore

Dissesto idrogeologico e costruzioni sui fiumi in alveo, i Verdi liguri: “Ora basta”

In questi giorni è uscito l’ennesimo annuncio della giunta regionale Toti-Rixi-Giampedrone:faremo una legge per abolire il limite di inedificabilità ridotto a tre metri dalle sponde dei fiumi dalla Giunta Burlando.
All’annuncio,come al solito,ad oggi non è corrisposto assolutamente nulla anzi per ora abbiamo avuto dichiarazioni ed interventi a favore di inutili e grandi opere come terzo valico e gronda,nonche’ una disegno di legge per la cementificazione selvaggia del territorio ligure come il piano casa.

A questo,a seguito della decisa presa di posizione di questi giorni delle associazioni ambientaliste (es.Legambiente,Italia Nostra e WWF) noi Verdi riteniamo che sia ora di dire basta ad una gestione scriteriata e senza senso del territorio ligure,già di per se fragile e fin troppo cementificato,poiche’ con le alluvioni e con i rischi di nuove vittime non si scherza.

In primo luogo chiediamo al Presidente di presentare questo disegno di legge invece di limitarsi,come al solito, ad annunci sui vari social media e di considerare che occorre pure,come Italia Nostra e WWF gli hanno già fatto presente,stabilire regole precise per la pulizia dei fiumi e la liberazione delle aree golenali dove il fiume per sua natura di espande.

In secondo luogo noi Verdi continuiamo a chiedere il ritiro del disegno di legge sul piano casa e invece di avviare guerre con il Comune di Genova,diventando ambientalisti a seconda del “colore politico” dell’amministrazione,che si ha di fronte, avviare una ricognizione delle aree liguri da risanare e procedere con un grande movimento partecipativo alla “ricucitura” fra centro e periferia delle città,al recupero edilizio,alla riduzione dei volumi costruiti e soprattutto a favorire progetti di social housing,coworking,edilizia popolare e tutto ciò che può permettere la conquista di una casa con tutti i requisiti di legge ad alta efficienza energetica per tutte le fasce della popolazione (in particolare per quelle piu’ disagiate).

In terzo luogo bisogna affrontare una urgente politica di manutenzione territoriale,che punti a favorire il reinsediamento agricolo e a invertire il trend negativo per l’entroterra,dotandolo i servizi adeguati alle giovani coppie affinche’ esso non sia condannato a diventare un cimitero e nulla piu’.

Crediamo in quarto luogo che occorra abbandonare la politica di grandi opere inutili e dispendiose a favore di una visione moderna delle infrastrutture in modo che, ad esempio, la portualità genovese venga vista in una cornice regionale e i collegamenti con le aree padane vengano affrontati risolvendo in primo luogo nodi ormai decennali come il Nodo di S.Benigno o la funzionalità del “camerone di Voltri” oltre ad un diverso utilizzo delle linee ferroviarie del porto di Savona da vedere integrato con Genova in una logica di traffici ma non di amministrazioni comuni.
Infine ci chiediamo quando finalmente potremo vedere alcune infrastrutture,che servono alla Liguria quasi come “il pane agli affamati” ovvero il completamento del raddoppio della ferrovia del Ponente,il raddoppio della Pontremolese,il traforo di Nava e l’abbandono di assurdi progetti autostradali Garessio-Albenga per riprendere gli antichi progetti ferroviari e magari il semplice tunnel proposto anni fa dalla Provincia di Savona,che con poco costo avrebbe messo in sicurezza la strada del Colle S.Bernardo.

Come si vede pure i Verdi vogliono fare investimenti ma,quando le risorse sono poche,vogliamo investirle per affrontare nodi quasi secolari,che pongano fine all’isolamento ligure puntando principalmente sul traffico su rotaia e non su nuove,inutili colate di cemento per creare opere inutili,dispendiose e che forse mai vedranno la luce.
Qui sta fondamentalmente la differenza fra una proposta ecologista forte e la politica degli annunci,che piace tanto alla Giunta Toti.

Lia Giribone-co-portavoce regionale dei Verdi;
Sebastiano Sciortino – co-portavoce regionale dei Verdi;
Angelo Spanò-portavoce dei Verdi Genovesi;
Danilo Bruno-consigliere federale dei Verdi