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La protesta

Dalla Coop all’Ikea, sabato 7 novembre spesa e shopping a rischio: sciopero dei lavoratori della distribuzione

I sindacati chiedono il rinnovo del contratto nazionale a condizioni eque: "Inaccettabili i tagli proposti dalle aziende"

ipercoop

Genova. Spesa e shopping a rischio sabato 7 novembre e Genova che partecipa allo sciopero indetto a livello nazionale per il rinnovo del contratto di Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e Confesercenti. Moltissime le realtà coinvolte a Genova: Ikea Decathlon, Carrefour, Upim, Oviesse, Rinascente, Coop e Ipercoop, Pam, Coin e moltissimi altri punti vendita.

Tra le condizioni peggiorative proposte ai lavoratori neoassunti ci sono il mancato pagamento della malattia, lo ‘sconto’ del 5% sulle retribuzioni percepite, il taglio degli scatti di anzianità e una riduzione del tfr. “Sabato saremo in piazza per difendere i nostri diritti e il nostro salario – spiega Silvia Avanzino segretario regionale Fisascat Liguria – perché a rischio c’è il nostro contratto nazionale che non vede un rinnovo da 23 mesi. Chiediamo che questi lavoratori abbiamo le loro tutele e il loro salario. diciamo tanto che devono essere rilanciati i consumi, ma non restituiamo mai il potere economico all’unica classe che lo spende”.

In concomitanza con lo sciopero che riguarda l’intera giornata ci saranno diversi presidi davanti alle strutture commerciali e uno, particolarmente simbolico, in largo XII Ottobre tra la Rinascente, Carrefour e Coop: “Chiediamo di ripartire dal rinnovo contrattuale che abbiamo fatto qualche mese fa con Confcommercio – aggiunge Riccardo Serri, segretario regionale Uiltucs Liguria – che ha dato un minimo di dignità ai lavoratori, cioè 85 euro di aumento a regime. Se ce la fanno le aziende più piccole che saranno le ultime a riprendersi dopo la crisi, non c’è ragione per cui non possono farlo le grandi che stanno già godendo, in base ai dati, della piccola ma significativa ripresa dei consumi”.

“Le aziende, forse spaventate dalla massiccia adesione allo sciopero, – commenta Giovanni Bucchioni segretario generale Filcams Cgil Liguria – stanno tenendo vere e proprie assemblee sindacali per spiegare le motivazioni che sono palesemente falsi per avere un rinnovo del contratto nazionale chiedendo indietro ai lavoratori diritti e soldi come la maggiorazione domenicale. Anche per questo chiediamo la solidarietà dei genovesi, chiedendo loro di non andare a comprare perché dietro il luccichio dei centri commerciali e la comodità di avere i supermercati aperti la domenica ci sono lavoratori che lavorano e si sacrificano e a culle aziende vogliono togliere soldi e diritti”.