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Chi legge e chi distribuisce preservativi: a Rapallo contestate le Sentinelle in Piedi fotogallery

Rapallo. Le sentinelle in piedi sono tornate a manifestare nel Tigullio e hanno scelto piazza della Stazione a Rapallo. Per un’ora hanno letto un libro in silenzio per testimoniare pubblicamente l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. “Valore costituzionale e nucleo fondamentale della società”, hanno spiegato nel monologo di introduzione alla “veglia”.

La contestazione alle Sentinelle in Piedi

Questa volta, però, non è mancata una “contromanifestazione” organizzata dal Pcl, con distribuzione gratuita di preservativi, striscioni, e cartelli. Uno su tutti quello più grande con la scritta:  “No al fanatismo religioso”.

Le Sentinelle hanno continuato impassibili a leggere i loro libri, mentre i manifestanti hanno anche distribuito volantini ai cittadini.

“Le iniziative delle cosiddette ‘sentinelle in piedi’ cercano di nascondere, sotto la bandiera della tutela della libertà d’espressione, la volontà di negare i diritti delle minoranze oppresse in favore della presunta ‘famiglia naturale’. In queste iniziative il ‘diritto d’espressione’ diventa un pretesto strumentale per propagandare e promuovere istanze omofobe e discriminatorie – spiega Andrea Carannante (Pcl) – Non è un caso, infatti, che le “sentinelle” vengano regolarmente affiancate da esponenti di organizzazioni di estrema destra”.

I manifestanti, invece, rifiutano il pregiudizio ideologico e opportunistico che esista una presunta “famiglia naturale” e che tale istituto sia biologicamente e moralmente fondato. “La famiglia è un istituto sociale e storicamente determinato, che si trasforma nel tempo e per la quale non esiste un modello universale, ideale e astorico – conclude Carannante – Nel caso specifico il modello familiare borghese (quindi ‘tradizionale’, quindi ‘patriarcale’, quindi ‘naturale’) è uno dei fondamenti stessi della proprietà privata e rappresenta, in quanto garante del capitale privato, uno dei pilastri su cui si fonda la disuguaglianza e l’ingiustizia”.