Quantcast
Economia

Bandi europei, Cna: “Piccole imprese pronte ad investire, bisogna partire”

cna liguria

Liguria. CNA plaude alle azioni a favore delle imprese realizzate dalla Giunta Regionale su iniziativa dell’Assessore Edoardo Rixi nei primi mesi dalla nomina. Da giugno a fine ottobre 2015 sono stati erogati 33,8 milioni di euro a oltre 900 imprese tra contributi a fondo perduto per investimenti e rimborsi dei danni alluvionali con 62,3 milioni di euro tra investimenti attivati e opere di ricostruzione e riacquisto delle imprese, rispettando così le scadenze e gli obiettivi di spesa legati alla programmazione comunitaria 2007 – 2013 che termina erogazioni e rendicontazioni entro la fine di quest’anno.

“A fronte di queste iniziative, è fondamentale che escano al più presto i bandi della nuova programmazione comunitaria 2014 – 2020 che “ufficialmente” è partita il 1 gennaio 2014 – dichiara Marco Merli Presidente di Cna Liguria – ma che ha visto, ad oggi, l’uscita di un solo bando, relativo alle misure di prevenzione alluvionale, con 345 domande per un totale di contributi a fondo perduto richiesti di soli 3,6 milioni di euro contro i 392,5 milioni di euro dell’intera nuova programmazione. Le piccole imprese della Liguria hanno già dimostrato che hanno volontà di investire nella passata programmazione. Comprendiamo i tempi di insediamento e apprezziamo il lavoro svolto da questa Giunta, ma non c’è più tempo e possiamo, tutti insieme, arrivare a pubblicare i bandi”.

CNA, da sempre, fa conoscere queste opportunità riservate alle imprese che investono, organizza incontri informativi e fa sportello direttamente agli imprenditori con i propri Uffici Credito, predisponendo anche le domande e facendo analisi di fattibilità. “In questi mesi stiamo ricevendo le telefonate di molte imprese che ci chiedono notizie e sollecitano l’uscita dei bandi – continua il Presidente Merli – in particolare del bando riservato ai progetti di innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale per aumentare la competitività delle imprese liguri. L’ultima edizione di questo bando è del luglio 2012 e solo in questi ultimi mesi è stata fatta scorrere la vecchia graduatoria, per non perdere le risorse e doverle restituire alla Comunità Europea. Oggi occorre poter presentare nuove domande con nuovi progetti di investimento che siano un volano per la nostra economia e creino posti di lavoro. È fondamentale programmare le azioni e non “ridursi” a fine programmazione, come è stata scelta obbligata ora perché Comuni ed enti pubblici non hanno realizzato quanto programmato. Occorre organizzarsi per tempo, affinché i soldi pubblici vengano sfruttati al meglio sia per l’impresa che direttamente ne beneficia sia come ricaduta per il tessuto economico produttivo e la regione intera.

“Occorre – aggiunge Marco Merli – che sia confermato il concetto cardine della precedente programmazione per il quale, quando si parla di innovazione, non si deve intendere “innovazione assoluta” e quindi la prima impresa che a livello mondiale inventa una determinata innovazione di prodotto o di processo che prima non esisteva. Deve trattarsi di “innovazione relativa” come la modifica del proprio prodotto, del proprio processo produttivo, della propria organizzazione aziendale o del modo di proporsi sul mercato che consenta a quella determinata azienda di migliorare la propria competitività sul mercato. Facendo degli esempi concreti: è innovazione trasformare un’officina tradizionale in centro di revisioni autorizzato, è innovazione l’estetista che oltre a fare massaggi manuali acquista macchinari per trattamenti che prima non aveva, è innovazione acquistare un macchinario per svolgere in azienda alcune lavorazioni che prima si esternalizzavano, è innovazione realizzare un sito e-commerce che consenta di ampliare i propri mercati, andando a vendere prodotti liguri di qualità in altre regioni o paesi”.

“Altro aspetto fondamentale della nuova programmazione, sarà non penalizzare le imprese che, pur in assenza di bandi, hanno continuato a investire nella propria azienda, perché il mondo reale cambia molto più rapidamente di quanto possa agire la burocrazia e la pubblica amministrazione. Pertanto, pur nel rispetto delle nuove regole comunitarie, devono poter essere ammessi a contributo anche quegli investimenti che sono ancora in corso, non ancora conclusi, con un’interpretazione della norma estensiva come è già realizzata in occasione del bando di prevenzione alluvionale”.

“Siamo certi – conclude il Presidente Merli – che la Regione saprà rispondere prontamente, con regole semplici e non fumose alla richiesta di un sostegno concreto agli investimenti delle imprese. Siamo certi che le imprese troveranno in questa nuova Regione le risposte per ripartire con gli investimenti e rilanciare l’economia del territorio. Le piccole imprese, il 99% delle imprese esistenti, hanno già dato prova di volere investire e rilanciare l’occupazione, apriamo i bandi europei 2014 – 2020 entro dicembre e, dando certezze, le imprese faranno la loro parte e noi come Associazione di categoria siamo pronti a sostenerle con oltre 30 sportelli in tutta la Liguria”.