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Storie blucerchiate

Album dei ricordi blucerchiati: Attilio Lombardo, il “Popeye”

Un "Trans Europ Express" con il numero 7

Attilio Lombardo

Genova. Di “Braccio di ferro” Lombardo, mi ha parlato la prima volta un impiegato dell’allora Banco di Roma, occasionalmente conosciuto a Milano, che raccontava di averlo allenato all’oratorio di Zelo Buon Persico… non ho mai avuto modo di appurare se fosse vero, di certo la descrizione, che mi fece, di quel “sette” – che nel frattempo giocava già nella Cremonese – calzava perfettamente al personaggio… una locomotiva sbuffante sulla fascia destra del campo, “arata” da un’area di rigore all’altra… velocità da sprinter, ma anche polmoni da Forrest Gump (il film non era ancora uscito, ma il libro sì)… propensione al tanto semplice, quanto redditizio, “uno-due” per saltare l’avversario, raggiungere la linea di fondo e metter in mezzo traversoni da spingere facilmente in rete e in sovrappiù un buon fiuto del goal… tutte cose che gli avrei visto poi fare in maglia blucerchiata.

Ah già… mi disse pure che si trattava di un ragazzo “solare”, di una generazione estinta, sempre sorridente, capace di fare da “collante” all’interno di uno spogliatoio… oltre ad essere un combattente nato.

Mai una relazione tecnica, su un giovane calciatore, fu tanto azzeccata…

Attilio arriva alla Sampdoria, seguendo la rotta tracciata da Gianluca Vialli e in poco tempo, da “Speedy Gonzales”, diventa “Popeye” … pronti via e subito vince la Coppa delle Coppe (‘89/90), l’anno dopo lo storico scudetto e la Supercoppa italiana, seguita nel ‘93/94 dalla Coppa Italia… un vincente di natura, che nel palmares ha il tricolore conquistato anche con Juventus (già orfana di Vialli, emigrato al Chelsea) e Lazio (in un “clan” di doriani capeggiato da Mancini ed Eriksson, che annovera anche Mihajlovic e Veron) ed altri trofei nazionali ed internazionali (questo il suo “score” globale: 3 Scudetti
, 2 Coppe Italia
, 3 Supercoppe Italiane
, 1 Champions League
, 2 Coppe delle Coppe
, 2 Coppe Uefa
, 1 Coppa Intercontinentale).

Torna a casa, da figliol prodigo, a fine carriera, nel 2001/02, in un periodo nero (Serie B) per la Samp, allenata in partenza da Gigi Cagni e che poi, con Gianfranco Bellotto, riesce a salvare la ghirba da una retrocessione in “C”, mai così vicina… e prima di appendere le scarpe al fatidico chiodo (ma continuerà a calzarle proficuamente da allenatore delle giovanili blucerchiate e quindi da spalla di Mancini e Di Matteo poi), Popeye “mangia gli spinaci” sufficienti ad arrivare “salvi” in fondo e consegnare – l’anno dopo – “la maglia più bella del mondo” nelle sapienti mani di Walter Alfredo Novellino, che in un tripudio di bandiere la riporterà in “A”.