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A Chiavari il nuovo sistema di monitoraggio dei torrenti Rupinaro e Campodonico fotogallery

Chiavari. E’ stato predisposto e presentato questa mattina a Chiavari un sistema di monitoraggio del bacino dei Torrenti Rupinaro e Campodonico: in punti prestabiliti sono state posizionate due coppie di pluviometri e tre coppie di idrometri per monitorare il livello dell’acqua dei torrenti, oltre a due coppie di sirene e tre semafori, collegati al sistema, che serviranno per avvisare la cittadinanza di un potenziale imminente pericolo.

Il sistema è inizialmente attivato in via sperimentale,  per consentire di acquisire i dati necessari e di programmare correttamente i parametri. Il consigliere con delega ai piani di bacino Marco Rocca dichiara: “Sappiamo purtroppo che, caso di repentino innalzamento del pelo libero dell’acqua a seguito di un evento precipitativo intenso, il tempo a disposizione per mettere in sicurezza sia i beni sia le persone prima di una potenziale esondazione è molto esiguo. Per questi motivi l’amministrazione ha predisposto l’installazione di questi dispositivi per un costante monitoraggio che, in caso di pericoloso aumento del livello dell’acqua, potranno avvisare tempestivamente dell’imminente pericolo. Con questo sistema ottemperiamo inoltre alle richieste che la Protezione Civile regionale fa ai singoli comuni, ovvero di dotarsi di un sistema autonomo che consenta di avere degli strumenti in  più di monitoraggio sul territorio”.

Con l’occasione è stata presentata anche la giornata commemorativa dell’alluvione 2014, che si terrà sabato 7 novembre a partire dalle ore 17 a Chiavari. Il programma prevede l’inaugurazione di due targhe commemorative nelle zone – simbolo dell’alluvione, in Piazza Rupinaro alle 17 e in Piazza Sanfront nel quartiere di Ri alle 17.30, per rendere omaggio a tutte le persone che si sono prodigate in quei difficili giorni per far ripartire la città. Le targhe, di particolare pregio e fattura, sono state realizzate in ardesia e gentilmente donate dall’azienda “Ardesia Mangini” di Cicagna. Seguirà un incontro presso l’Auditorium San Francesco, alle ore 20.30, dove in apertura verrà riproposto un film documentario sull’alluvione a Chiavari ideato dal giornalista RAI Massimo Bernardini, già proiettato a Chiavari un anno fa al Teatro Cantero, di forte impatto e molto apprezzato. L’incontro, coordinato e moderato dal responsabile del Levante del Secolo XIX Roberto Pettinaroli, sarà occasione per fare il punto sull’emergenza alluvioni col nuovo Assessore Regionale all’Ambiente Giacomo Giampedrone, con i Sindaci del comprensorio e con esperti sulle problematiche legate al nostro territorio.

Così il sindaco di Chiavari Roberto Levaggi: “Ritengo questa iniziativa organizzata dal Comune, insieme al Secolo XIX e al Soroptimist International Tigullio, doverosa e importante, a un anno dall’evento alluvionale che ha creato danni incalcolabili alla nostra città. Purtroppo come tristemente noto non si tratta dell’unico evento del genere, nel 2002 vi è stato anche chi, nei pressi del Rupinaro, ha perso la vita. Si tratta di un momento di riflessione importante, anche perché noi comuni siamo l’ultimo anello della catena decisionale e per mettere in sicurezza il nostro territorio dobbiamo chiedere finanziamenti sia alla Regione sia allo Stato. Chiavari, seppur con risorse limitatissime a causa del vincolo del patto di stabilità, ha già investito molto, quest’ anno, per la difesa del territorio. Abbiamo rifatto il Ponte di via Castagnola, ripristinato gli argini sul Rupinaro, mentre sull’Entella interverremo anche grazie a un finanziamento della Regione. Oggi presentiamo alla città l’installazione di pluviometri e di misuratori di portata con relativi allarmi, sul torrente Rupinaro, che è quello che da più criticità, poiché l’esondazione in questo caso – a differenza dell’Entella che ha tempi di piena più lunghi – avviene in maniera repentina. Si tratta di un investimento che abbiamo ritenuto opportuno fare immediatamente, al di là delle allerte che ci saranno, perché il sistema consente di avvisare prontamente chi abita in zona a rischio, consentendone la messa in salvo. Fino ad oggi abbiamo utilizzato fondi comunali con grandi sacrifici, speriamo – ed è un grido di allarme verso il governo – che lo Stato sblocchi almeno il patto di stabilità o ci permetta di usare l’avanzo di amministrazione in modo da poter utilizzare i soldi che noi abbiamo in cassa per fare i necessari e urgenti interventi strutturali sulla difesa del suolo”.