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Amianto

Terzo Valico, il Comune di Campomorone dice no alla chiusura del cantiere di Cravasco

Mozione bocciata tra applausi ironici, proteste e lancio di fogli da parte del pubblico

Il Comune di Campomorone ha detto no alla chiusura del cantiere di Cravasco. “In un clima quasi surreale, con le forze dell’ordine che filmavano i presenti, si è svolto il consiglio comunale straordinario richiesto dal Movimento 5 Stelle e da Altra Campomorone per trattare, principalmente, dei problemi derivanti dal ritrovamento di materiale amiantifero nel cantiere di Cravasco e in Cava Castellaro, dove avrebbe dovuto essere abbancato solamente lo smarino pulito”.

Lo dice il Comitato Valverde No Tav, presente in consiglio con striscioni. In totale erano presenti circa 100 cittadini, fatto abbastanza inusuale per il consiglio del piccolo comune valpolceverasco, che evidenzia come la preoccupazione per il rischio connesso alla gestione del ritrovamento di amianto nel cantiere e ancor più nella discarica Cava Castellaro, esista.

In discussione, tra le altre, una mozione presentata congiuntamente dai gruppi di opposizione, nella quale si chiedeva al sindaco, riconosciuto dalle legge come Autorità sanitaria locale responsabile della salute dei cittadini, una delibera che disponesse la chiusura del cantiere di Cravesco del Terzo Valico, ubicato sul territorio comunale.

Il sindaco ha voluto precisare di aver operato nella maniera migliore per tutelare tutta la popolazione e si è dichiarata contraria all’ordinanza, in quanto Asl 3 Genovese ritiene che non sussistano le condizioni necessarie per richiederne la chiusura. Successivamente la mozione è stata messa al voto e ha ottenuto solo il favore della minoranza, il tutto tra applausi ironici, proteste e lancio di fogli da parte del pubblico.

“Risulta molto contraddittorio se non equivocabile il comportamento del primo cittadino che da una parte, preoccupata dal rischio a cui potrebbe essere sottoposta la propria popolazione, produce un esposto alla Procura della Repubblica e, dall’altra, si fida ciecamente del comportamento del Cociv e delle analisi effettuate, nonostante presentino un vuoto temporale non giustificato – termina il comitato – Occorre ricordare inoltre che la Procura della Repubblica, su segnalazione di alcuni attivisti No Tav, ha aperto un’inchiesta sulla gestione e bonifica dello stesso materiale ritrovato in discarica e non gestito nella maniera corretta”.

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