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Terzo Valico e amianto, sindacati: “Riprendere i lavori solo dopo l’adeguamento dei controlli”

Genova. Non si placano le preoccupazioni dei sindacati in materia di sicurezza riguardo al cantiere del Terzo Valico di Cravasco a Campomorone, fermo da quando è stata riscontrata la presenza di roccia amiantifera. Questa mattina Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato Regione Liguria e Cociv, alla presenza di Asl, Arpal, Vigili del Fuoco e Igiene Ambientale.

“Cociv – spiegano i sindacati – ha affermato di aver approntato la procedura di gestione completa del ciclo (mezzi, presidi e dispositivi di protezione individuali) nel cantiere di Cravasco estendendone gli effetti anche alle aziende operanti in appalto.
A tale fine appare opportuno prevedere un protocollo sanitario ad hoc con visite specialistiche svolte dall’ente ospedaliero all’ingresso, all’uscita e durante il ciclo produttivo per valutare lo stato di salute dei lavoratori che debitamente formati opereranno al fronte in galleria”.

È evidente che dovranno essere garantite risorse extra, necessarie a garantire la coerenza dell’opera con il rispetto della sicurezza e della salute dei lavoratori e delle comunità locali. A riguardo le organizzazioni sindacali hanno preso atto con molta preoccupazione della impossibilità da parte della struttura pubblica di vigilanza di garantire una costante e quotidiana attività di monitoraggio”.

Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Regione di attivare prima del riavvio delle attività nel cantiere di Cravasco la costituzione dell’Osservatorio prefettizio “nonché di adeguare la struttura pubblica di vigilanza Asl Arpal con estrema urgenza in modo di monitorare le attività e fornire nel tempo più breve possibile mediante un sistema trasparente le risultanze delle analisi”.