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Terrile all’ assemblea del Pd: “Nessuna autocandidatura a sindaco fino a settembre 2016”

Il segretario: "La priorità fino ad allora sarà formulare proposte concrete per la città, dai trasporti ai rifiuti!

Genova. Nessuna autocandidatura a sindaco di Genova dovrà uscire dal Pd “fino a settembre 2016 quando candidature e primarie saranno oggetto di una discussione nei circoli del partito e negli organismo provinciali”. La priorità fino ad allora dovrà essere quella di “valutare le misure da intraprendere nella parte rimanente del ciclo amministrativo”.

Entro la fine di quest’anno “la segreteria provinciale porterà all’approvazione della direzione provinciale proposte concrete sulle principali priorità amministrative che impegnino i consiglieri comunali e la giunta” su temi che vanno dai rifiuti al trasporto pubblico, dalle aree Ilva ad Erzelli. “Eventuali candidature anticipate sarebbero di ostacolo al sereno e compiuto svolgimento del suddetto percorso”.

E’ questo il contenuto dell’ordine del giorno che il segretario provinciale del Pd Alessandro Terrile ha presentato questa sera all’assemblea provinciale a cui partecipano circa 130 delegati sugli oltre 300 avanti diritto A poche ore dal voto sulla delibera proposta dal M5S sulla fusione Amt-Genova Parcheggi Terrile può vantare la tenuta della maggioranza anche se le tensioni all’interno del partito non sono mancate. “Mi scuso se in qualche riunione di gruppo ho alzato la voce perché i numeri sono esigui e la responsabilità di sostenere questa amministrazione ce l’abbiamo soprattutto noi” dice il segretario rivolgendosi ai delegati. “La nostra priorità è ora fare proposte chiare. Questo non significa blindare Marco Doria ma i processi all’interno del partito devono avere regole e tempi chiari. Il giudizio che daremo a questa amministrazione sarà tanto più sereno quanto più la avremo sostenuta con scelte concrete”.

E dopo le polemiche dei giorni scorsi, a margine dell’assemblea, l’esponente del Pd Simone Regazzoni chiarisce chi sono i ‘nuovi renziani’ gettando benzina sul fuoco. “Quelli che la stampa ha chiamato ‘nuovi renziani’ non sono né un gruppo, né una corrente – spiega Regazzoni – queste sono vecchie logiche che non ci appartengono. Abbiamo già i 20 che si fanno chiamare 200: bastano e avanzano. Non ci saranno i 40 che si fanno chiamare 400. Quindi dimenticatevi i numeri, perché qui nessuno vuole contarsi, ma solo far contare di più una politica riformista, che ha il coraggio dell’innovazione”. “Noi siamo parte integrante dei renziani e siamo intervenuti su un tema specifico in modo diretto e forte, perché pensiamo che in questo momento occorra un cambio di passo allo scopo di ascoltare di più la città. Non mettiamo in discussione il sostegno al sindaco Doria ma vogliamo dare un contributo di idee al Pd e sollecitare la Giunta a una maggiore sintonia con i cittadini”.