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Rugby, Serie C1: Cogoleto subito vincente, l’Amatori Genova intimorisce l’Union Riviera risultati

Cinque punti per le vespe; genovesi battuti dopo un'avvincente sfida

Cogoleto. Il Cogoleto e le neopromossa imperiese Union Riviera Rugby sono le prime due capolista del girone 2 territoriale del Nord-Ovest della Serie C1.

Buona la prima per le vespe, che fanno bottino pieno contro il Cuneo Pedona. Dopo un avvio difficile ed un primo tempo senza marcature, il Cogoleto trova la soluzione corretta e nel secondo tempo realizza quattro mete.

Da subito le due formazioni inaugurano il campionato mostrando un gioco aggressivo e di buona qualità; non mancano ad entrambe le squadre occasioni di segnare su calci di punizione ed altresì entrambe si trovano spesso ad attaccare la linea di meta avversaria. Nonostante l’alto volume di gioco, ben alternato tra spazio e penetrazione, le difese si mostrano determinate e ben organizzate.

Il quindici cuneese spemde molte energie trovandosi per venti minuti in inferiorità numerica causa due cartellini gialli per falli ripetuti. Il primo tempo si chiude con il punteggio fermo sullo 0 a 0.

Alla ripresa il Cuneo Pedona stringe troppo la propria linea difensiva e il Cogoleto riesce a passare sull’ala, segnando la prima marcatura. Passano appena dieci minuti e sfruttando un errore in attacco dei tre quarti biancoblù i padroni di casa colpiscono ancora, portando il punteggio sul 12-0. Non si fa attendere la risposta del pack cuneese che organizza egregiamente una driving maul da rimessa laterale che penetra la difesa ligure e porta i primi cinque punti nel carniere degli ospiti.

Alcune occasioni perse sulle rimesse laterali forniscono buoni spunti al Cogoleto che li sfrutta al meglio finalizzando ben due volte oltre la linea. Il Pedona sfodera tenacia, risale il campo e la perfetta intesa tra i centri Verra e Rosso porta quest’ultimo in meta al quarantesimo.

L’incontro si chiude con il punteggio di 26-10 in favore del Cogoleto, una delle formazioni favorite del torneo.

L’Amatori Genova ha debuttato sul campo di Imperia, cedendo per 29 a 20 all’Union Riviera. La squadra genovese, che vanta un settore giovanile di livello rinforzato in prima squadra, in estate è stata promossa d’ufficio mediante un accordo che porta in campo molti giocatori di ambito Cus Genova.

Arbitro fiscale, inizialmente da rivedere sulla gestione della mischia ordinata. La quale, da subito, è di marca unionista. Minuti iniziali e si capisce che le squadre cercano il gioco aperto. Ne rampollano delle punizioni, ma Parodi per i genovesi, Dal Piaz e Castaldo per i corsari non hanno ancora la tomaia calda. Finalmente l’Union riesce a giocare in modo manovrato direttamente nello sgabuzzino degli avversari. La mette sulla forza pura e la competenza del breakdown. E la mette bene perché Masetto va in meta al largo, non trasformata.

La reazione genovese, ancora alla mano, costa un giallo al pur mite De Masi. Antigioco. L’ala ponentina si accomoda mestamente tra i puniti. Reagirà con carattere. E l’Amatori ne approfitta, da touche a mischia a meta, però trasformata da Parodi, che è, in effetti, un buon calciatore. Il primo tempo si chiude con una galoppata alla bandierina di Roggero: passato da centro ad apertura, va in regia e gioca anche per se stesso, mentre Calzia, neofita per la posizione di numero 10, va a dar dinamismo all’attacco.

Tra il primo e secondo tempo Felipe De Castro inizia ad arringare i corsari. La chiosa ce la mette Masson. Si vede subito con il marchio di fabbrica locale: la maul avanzante è indifendibile per Genova. Masson schiaccia in meta. L’arbitro non convalida subito. ma il guardalinee che assegna la meta, non trasformata da Roggero: 10-7.

La rimessa genovese frutta due calci del solito Parodi: produttivi e concreti, gli ospiti vanno in vantaggio. Un reverse pass di Roggero innesca Barbotto che penetra nella difesa avversaria e propone una conquista che porta in meta Masson. Calzia trasforma: 17-13. E sarà poi la volta del capitano coraggioso Paolo Novaro, che batte il ferro con esperienza e va quasi in mezzo ai pali. Altra trasformazione. Genova non ci sta, crea pressione. Entrano forze corsare fresche, il redivivo Minniti e Battistotti; esce Castaldo, il metronomo. E così poco argine. Genova riesce a mettere in moto l’estremo Gallantini, che schiaccia. Ovvia anche la trasformazione di Parodi: 24-20.

Manca poco. C’è tensione da ambo le parti. Chi segna vince. Non con un calcio di Calzia, che pure andava per il macinato. Ci vuole qualcosa di pesante. E la trova Barbotto, ancora, messo in moto da uno squarcio di quel gioco spumeggiante che è ormai un piano preordinato nel mondo ovale ligure occidentale. La trasformazione, pur mancata, chiude la partita.