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Rugby, Cus Genova troppo brutto per essere vero risultati

A Brescia finisce 27 a 14 per i padroni di casa

Genova. “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”: a caldo verrebbe proprio voglia di citare il vecchio caro Gino Bartali. E’ questo, infatti, il primo pensiero che viene dopo aver visto il Cus Genova mettere in campo a Brescia tutto, o quasi, quello che si deve fare per perdere una partita di rugby. E non che gli avversari si siano dimostrati dei fulmini di guerra: a tratti, si è visto, infatti, che sarebbe bastato ben poco per riprendere in mano il risultato.

Poi, a mente più fredda, si comincia a riflettere e a pensare che una squadra così brutta non poteva essere vera, o che, almeno, non era quella che avevamo visto domenica scorsa pareggiare con pieno merito, pur senza riuscire a imporre il proprio gioco, contro la forte Pro Recco.

Molto probabilmente, quindi, la partita in terra lombarda era nata sotto una cattiva stella e il risultato negativo era frutto di una crisi temporanea, di una sorta di amnesia collettiva, che aveva preso tutti i giocatori all’infuori del pacchetto di mischia, dimostratosi, anche in questa occasione, l’unico all’altezza della situazione.

E allora, anche se ad alcuni l’accostamento potrà sembrare blasfemo, il pensiero vola in Inghilterra e a quanto, di brutto e di bello, ha fatto vedere il Sudafrica ai campionati mondiali: prima ha perso malamente contro il debole Giappone, poi ha fatto tremare i polsi, fino all’ultimo secondo di una splendida semifinale, agli stratosferici All Blacks.

E, subito dopo, lo stesso pensiero va a domenica prossima, alla sfida, ancora una volta in trasferta, contro il Prato Sesto che, almeno sulla carta, si presenta meno ostica di quella bresciana, ma che deve essere affrontata con altro spirito, con altro agonismo, e, soprattutto, con un altro gioco di squadra.

Perché per il team genovese è questo il momento di dimostrarsi dei veri uomini, oltre che dei veri rugbisti, e di non arrendersi di fronte alle prime avversità, o alla prima giornata no, ma, proprio da queste occasioni, saper ritrovare forza e convinzione per riprendere il cammino verso nuovi traguardi.