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Rivarolo, in via delle Tofane tre famiglie ancora senza casa. E l’assicurazione di Tursi non vuole pagare: “Evento straordinario” fotogallery

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Genova. Erano 26 le famiglie di via delle Tofane, sulle alture di Rivarolo che in una notte di paura, quella del 10 ottobre, hanno dovuto scappare abbandonando tutto, dopo che una frana ha fatto crollare un muraglione che si è abbattuto sulle loro case, sventrandole. Niente più bagni, tv o camere da letto, ma improvvisamente solo pietre, fango e paura.

Da allora, via via, sono rientrati quasi tutti dopo che il Comune di Genova, proprietario sia del terreno che del muraglione franato, ha eseguito in somma urgenza i lavori di messa in sicurezza del piede della scarpata crollata e dei muri perimetrali del palazzo. “Il cantiere è ancora aperto – spiega Carmen Staltari che insieme al marito e ad altre due famiglie è fuori casa da un anno e ha dovuto prendere in affitto un altro appartamento – e attualmente il Comune sta ripristinando i terrazzi ma per i danni interni il Comune ci aveva detto che avremmo dovuto provvedere noi e poi l’assicurazione ci avrebbe rimborsati”.

Sono danni ingenti quelli che le tre famiglie sfollate devono accollarsi, circa 50 mila euro ad appartamento tanto che una delle famiglie rimasta fuori casa ha lasciato tutto, per trasferirsi in Svizzera. “Non ce la facevo a vedere la casa ‘rotta’ – racconta Adina Sfarlea – stavo troppo male dopo tanti sacrifici, le tasse sempre pagate, i mobili appena acquistati. Sono scappata perché se fossi rimasta lì non ce l’avrei fatta ad andare avanti”. “Ora qui in Svizzera è difficile – dice con la voce ancora rotta dal dolore, perché siamo in quattro e lavoro solo io, ma almeno qui non vedo la casa. Ora ciò che conta è riuscire a dare da mangiare ai miei figli. In Italia non voglio più tornare, visto che le istituzioni non ci aiutano”.

Il problema è che l’assicurazione dei Lloyd’s, che copre i danni del Comune di Genova, dopo una perizia avrebbe affermato che l’evento alluvionale è stato un evento “straordinario” e per questo non sembra intenzionata a ripagare i privati. Anche perché negli anni e nei mesi precedenti non ci sarebbe stata nessuna segnalazione da parte dei condomini rispetto alla ‘tenuta’ del terreno o del muro.

Oltre il danno la beffa, insomma, come se una pioggia straordinaria possa cancellare le responsabilità. “La situazione è difficile – commenta l’assessore alla protezione civile Gianni Crivello – per quanto riguarda la messa in sicurezza e la rifacimento della parte posteriore dell’edificio stiamo procedendo con un intervento in somma urgenza di circa 1 milione e 500 mila euro e nei prossimi giorni cercherò di fare ulteriori verifiche e poi incontrerò queste famiglie perché non mi voglio certo sottrarre ma al momento non abbiamo ancora avuto una risposta positiva da parte dell’assicurazione”.

Le famiglie fino ad aprile hanno ricevuto come tutte quelle sfollate nell’alluvione di un anno fa un contributo per l’affitto, poi più nulla: “Noi abbiamo ricevuto 400 euro al mese perché siamo in due – spiega Carmen Staltari – ora ci hanno detto di compilare un modulo con il nostro Isee per vedere se possono erogare un contributo in proroga. Così come ci è stato chiesto di compilare la domanda per l’accesso a una casa popolare, ma non sappiamo di più e mentre prima ci fidavamo delle istituzioni, oggi questa fiducia sta venendo meno”. Alla consigliera del Pd Cristina Lodi, che a giugno aveva presentato un’interrogazione, erano stata ipotizzata l’assegnazione di due alloggi a Morego che dovrebbero essere ultimati a breve.