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Regione, la proposta di legge del Pd : “Un bonus di 400 euro ai disoccupati che svolgano lavori di pubblica utilità”

Il Pd presenta le 'sue' proposte per i primi 'cento giorni' e annuncia una dura battaglia contro il piano casa

Genova. Un assegno mensile di quattrocento euro per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità incentrati sulla manutenzione e presidio del territorio e destinato a persone con un reddito inferiore a 10 mila euro, da finanziare con il bilancio regionale attraverso risorse proprie, fondi europei per l’inclusione e trasferimenti statali. L’azzeramento dell’Irap per tre anni per le nuove imprese che facciano innovazione o siano costitute da donne e giovani.

Cinquecento euro di bonus al mese per un anno alle aziende che assumano a tempo indeterminato giovani sotto i 29 anni. Sono alcuni dei provvedimenti che il partito democratico avrebbe approvato nei primi cento giorni se avesse vinto le elezioni regionali di maggio e governato la Liguria. “Abbiamo dato vita a un vero e proprio governo ombra dell’amministrazione Toti” ha spiegato la capogruppo del Pd Raffaella Paita -“Sono tutte misure incentrate sulla crescita e la lotta alla povertà – ha aggiunto – che si contrappongono a quelle di una giunta che come primo provvedimento ha portato il piano Casa”.

“Questi provvedimenti – ha spiegato il consigliere Giovanni Lunardon – non sono solo la nostra versione dei ‘cento giorni’, ma l’inizio di una fase nuova. Da luglio non abbiamo visto un solo provvedimento proveniente dalla giunta. Come opposizione finora siamo andati avanti ad interrogazioni e mozioni, ma da oggi metteremo in campo molte ed articolate proposte di legge per sfidare la giunta sulle proposte”. Tra gli altri provvedimenti indicati dal Pd c’ anche il sostegno al commercio per un totale di circa 20 milioni di euro da qui al 2020 con attraverso i bandi del fondo europeo di sviluppo regionale. Il gruppo dei dem ha anche annunciato che sosterrà “una dura battaglia contro il piano casa” e porterà in commissione e poi in consiglio una proposta di revisione della legge urbanistica: “Sarà incentrata su tre punti – ha spiegato Lunardon – da consumo di suolo zero a una semplificazione delle lungaggini burocratiche che oggi rallentano l’approvazione dei piani urbanistici comunali rendendoli poco efficaci, alla possibilità per i cittadini di poter dire la loro sulle grandi opere tramite strumenti di partecipazione”.