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Domani l'addio

Porto di Genova, domani l’addio del presidente Merlo

Dai rapporti con la Culmv alla Torre Piloti, dalla Concordia al Blu Print: otto anni che lasciano il segno

cronaca

Genova, Il presidente dell’Autorita’ portuale di Genova, Luigi Merlo, lascia l’incarico l’11 novembre, dopo otto anni. Domani, durante la riunione del comitato portuale formalizzera’ le dimissioni.

Sotto la guida di Merlo il primo porto italiano e’ cresciuto di 700.000 container, da 1,5 milioni del 2008 ai 2,2 attuali, ha ricevuto il disegno del Blue Print dall’architetto Renzo Piano che, nonostante le polemiche, e’ destinato a rivoluzionare il waterfront della citta’, ha pronto il progetto per la nuova diga foranea, ha fatto i dragaggi per le navi di ultima generazione e una nuova piattaforma operativa a calata Bettolo che si affianca
al Sech ampliando le possibilita’ di traffici. Non sono mancati i momenti di tensione, come la coda dell’
inchiesta sulle concessioni in Porto, la tragedia della Torre Piloti, la gestione dei rapporti con la Compagnia Unica. E le scommesse vinte, a cominciare dall’arrivo del relitto della Costa Concordia. Merlo ancora non fa bilanci ma gli anni passati al timone del piu’ importante porto italiano sono stati intensi.

L’insediamento e’ arrivato dopo un “debat publique” con i candidati Paolo Costa e Mario Margini e l’ingresso, nel febbraio del 2008, avvenne in un Palazzo San Giorgio scosso dagli arresti domiciliari del predecessore, Giovanni Novi, poi assolto perche’ risultato completamente innocente, e per un’inchiesta finita nel
nulla.

La situazione era tesa anche per il processo di trasformazione dei “camalli”, concluso nel novembre del 2009 con
la consegna dell’autorizzazione al nuovo Console, Antonio Benvenuti, subentrato al leader storico, Paride Batini, scomparso nell’aprile dello stesso anno.

Una volta raggiunta la pace sociale, lo scalo ha puntato la dritta su due obiettivi, la crescita dei traffici e gli investimenti. Mentre la crisi internazionale portava i suoi effetti negativi sono state avviate opere, come i dragaggi, che hanno permesso di approfittare della ripresa presentando uno scalo moderno e capace di accogliere anche le grandi portacontainer. Oltre alle opere materiali, il forte impatto delle opere “immateriali”: meno burocrazia, piu’ informatica, sdoganamento a mare e uniformita’ dei controlli hanno raddoppiato gli spazi disponibili.

Clima diverso a Roma dove, nel 2012, Merlo viene eletto presidente di Assoporti, l’associazione dei porti italiani, in staffetta con Pasqualino Monti, presidente di Civitavecchia, per dare un segnale di unita’ ai porti italiani. Dura poco: nel 2014 Merlo lascia l’associazione senza votare il documento sulla riforma portuale “pieno d’ ipocrisie e contraddizioni”. E successivamente Genova uscira’ da Assoporti. Il 7 maggio 2013 c’e’ la tragedia della “Torre Piloti e un anno dopo l’assegnazione dei lavori di smantellamento del relitto della Costa Concordia, arrivata a Pra’ il 27 luglio 2014 dopo il grande sforzo dell’intera comunita’ portuale e la
traversata dall’Isola del Giglio, unica nella storia della marineria mondiale.
Sul finire del mandato la decisione della moglie, Raffaella Paita, di correre per la presidenza della Regione con il centrosinistra, e la scelta di Merlo di presentare le sue dimissioni anticipate dalla carica per evitare un eventuale conflitto di interessi.

Dimissioni confermate, nonostante la vittoria del centrodestra, ma posticipate, su richiesta della comunita’
portuale, delle istituzioni e del governo.