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Parte oggi l’allerta a colori, Crivello: “Serve comunicazione più rapida con Regione su aggiornamento modelli”

Sabato e domenica in piazza De Ferrari la campagna 'Io non rischio'

Genova. “E’ fondamentale aumentare la capillarità di informazione in un sistema che comunque conviverà con un rischio residuo anche quando saranno realizzate le grandi opere”. L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, invitato dal collega Crivello nella giornata in cui viene lanciata la campagna ‘Io non rischio’ che si svolgerà sabato e domenica in piazza De Ferrari nell’ambito di una due giorni indetta a livello nazionale dalla protezione civile, ribadisce come l’informazione giochi un ruolo fondamentale.

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La conferenza stampa arriva nel giorno in cui è entrato ufficialmente in vigore il nuovo sistema di allerta che prevede fra l’altro le scuole chiuse e il blocco quasi totale della città con il rosso, una situazione simile all’attenzione con il giallo, mentre con l’arancione le attività didattiche saranno regolari ma dovranno essere messe in atto le norme di autoproduzione con la sospensione delle attività didattiche all’esterno della scuola e adozione piani di emergenza interni.

“Con l’allerta arancione – spiega l’assessore comunale alla protezione civile Gianni Crivello – potenzieremo la nostra presenza sul territorio, con i professionisti e con i volontari – e auspichiamo nel contempo un rapporto più tempestivo possibile tra noi e la Regione perché noi saremo a presidiare rivi e frane ma se ci sarà una modifica del modello, la comunicazione rapida ci aiuta a intervenire. Per Crivello un grazie al Governo (“E’ l’unico che ha sbloccato 275 milioni mantenendo le promesse”) ma anche una stoccata: “Siamo fortemente a disagio rispetto al patto di stabilità, perché i 40 milioni di euro per cui abbiamo aperto un mutuo per le somme urgenze sono considerate una voce di bilancio normale e noi rischiamo di non riuscire a pagare le imprese”.

Nel giorno in cui entra in vigore il nuovo sistema “circa il 75% dei comuni liguri ha i piani di protezione civile e dobbiamo aiutarli ad aggiornarli, cos’ come dobbiamo supportare quel 25% che ancora non si è dotata dei piani anche attraverso la formulazione di piani aggregati”