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Omicidio piccolo Ale, Katherina Matas ai domiciliari fino a febbraio

Genova. Rimarrà agli arresti domiciliari fino a febbraio 2016, quando il figlio compierà un anno. E’ questa la decisione dei giudici del tribunale di Sorveglianza in
merito alla richiesta avanzata dai legali di Katerina Mathas, la donna assolta dall’accusa di aver ucciso il figlio di otto mesi ma condannata in via definitiva a quattro anni per abbandono di minore.

Nel nuovo anno si terrà una nuova udienza per una decisione sul residuo di pena da scontare. La decisione dei giudici ha quindi soddisfatto la richiesta della Mathas dei domiciliari o dell’affidamento ai servizi sociali. Tutto grazie alla nuova legge che lo consente per le donne che aspettano un figlio o che hanno da poco partorito sia per le persone che abbiano superato i 75 anni di età per condanne fino a quattro anni.

Katherina Matas nel maggio 2014 era stata scagionata per la morte del piccolo Ale, avvenuta la notte tra il 15 e il 16 marzo 2010 in un residence di Nervi, dopo una notte passata con il suo compagno di allora, Antonio Rasero, a consumare cocaina. Rasero era stato condannato in primo grado a 26 anni e assolto in secondo grado. La Cassazione aveva annullato la sentenza dell’appello e disposto un nuovo processo per il broker.