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Non solo la carne: anche il pesto e il formaggio sul banco degli imputati foto

La caseina creerebbe dipendenza come la droga, mentre il pesto metterebbe a rischio centinaia di pinete

Genova. Si è generato molto allarmismo sulla decisione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di inserire le carni rosse e lavorate fra le sostanze che possono causare il cancro negli uomini, ma non è l’unico alimento ad essere finito sul banco degli imputati.

Secondo uno studio della University of Michigan, pubblicato su US National Library of Medicine, anche il formaggio sarebbe pericoloso perché causerebbe dipendenza proprio come la droga. Per la precisione, a finire sotto accusa è la caseina che, durante la digestione, rilascerebbe una serie di oppiacei, le casomorfine. Per questo mozzarelle, parmigiano, taleggio, stracchino e altre gioie per il palato potrebbero causare dipendenza.

Che sia a rischio anche la famosa Focaccia di Recco? Per fortuna è uno studio americano, ma è evidente che diventino sempre di più i cibi italiani, e non solo, ad essere presi di mira.

Pochi giorni fa era successa la stessa cosa per il pesto alla genovese e ad essere incriminati questa volta sono i pinoli. A lanciare l’allarme sul New York Times è stato il biologo Jonathan Slaght, membro di Wildlife Conservation Society, secondo cui il pesto viene mangiato da milioni di persone ogni giorno, minacciando la sopravvivenza di molte pinete, soprattutto le foreste russe.

Da qui la proposta di svariate ricette alternative, magari con noci e pistacchi al posto dei pinoli. Proposte indubbiamente indigeste ai genovesi, che non vogliono vedere intaccata la tradizione, ma soprattutto il gusto di un alimento storico e unico.