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Liguria, Salvatore (M5S): “Sanità smantellata, Toti prosegue il lavoro di Burlando”

Liguria. “Smantellata, tagliata, marginalizzata e, infine, privatizzata. Siamo sempre più allibiti per la gestione della sanità pubblica da parte del centrodestra, in perfetta continuità con i dieci anni di governo di centrosinistra. Ecco il già annunciato Patto del Nazareno al pesto”. Lo ha denunciato la capogruppo del M5S Alice Salvatore in Consiglio regionale.

“C’erano una volta le eccellenze sanitarie liguri. Veri e propri punti di riferimento a livello mondiale come il San Martino Ist, il cui reparto d’avanguardia per i trapianti di fegato è stato lasciato morire dal centrosinistra per negligenza o interessi di casta. Oggi, invece di ricostruire la sanità pubblica devastata da 10 anni di centro-sinistra, i degni successori di centrodestra le danno il colpo di grazia. Chi avrà bisogno di un trapianto di fegato dovrà per forza andare fino a Milano, all’ospedale Niguarda. Stessa sorte per i pazienti che richiederanno una semplice risonanza magnetica. Vero è che forniremo, a nostra volta, le cure di eccellenza pediatrica. Ma è un accordo del tutto sbilanciato, dal momento che la Liguria non può competere con la Lombardia su tante specialità sanitarie, anche grazie alle scellerate politiche del duo Burlando-Montaldo”, prosegue Salvatore.

“Questione di risparmio, fa sapere l’assessore alla Sanità Viale. Ma le cifre raccontano tutta un’altra storia: le fughe dai pazienti sono costate salate alla Liguria, con un saldo tra incassi e rimborsi che è salito fino al -59% (oltre 50 punti persi in dieci anni, tra il 2003 e il 2013). Nonostante gli scandali passati e recenti, l’assessore Viale rinsalda, a parole e nei fatti, lo scellerato asse Toti-Maroni sulla sanità. Un patto firmato in questi giorni, sulla pelle dei malati, con l’unico risultato di marginalizzare ulteriormente una sanità ligure già spolpata da dieci anni di governo Burlando”, dichiara ancora la capogruppo.

Secondo Salvatore, il centro per i trapianti di fegato dell’Ist è solo la punta dell’iceberg di quella migrazione sanitaria che ha visto espatriare migliaia di pazienti verso la Lombardia e altre regioni in Italia. “Un tempo all’ospedale San Martino arrivavano pazienti da fuori Liguria e anche da fuori Italia. Oggi la situazione è esattamente all’opposto, con gravissime ricadute economiche sui conti della regione. Se vogliamo limitare questo enorme buco della sanità, bisogna rilanciare le nostre eccellenze, riportando in Liguria quei pazienti oggi costretti ad uscire dai confini regionali per accedere alle cure primarie. Ancora una volta il modello lombardo diventa la stella polare da seguire ad ogni costo, nonostante gli scandali a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, dalle cliniche che operavano persone sane per incassare i ticket alla recente maxi-truffa da 28 milioni di euro all’ospedale San Raffaele, fino all’ultimo scandalo sugli appalti per il trasporto dei pazienti dializzati. Esportiamo malati con enorme costo per le casse della regione e importiamo cosa? Forse scandali e corruzione… Alla fine, a pagare saranno, come sempre i cittadini. In euro come in salute”, termina.