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Lettere al direttore

La nuova chiesa di Sant’Anna e le campane: lettera aperta di Carannante alla Curia e al sindaco

Lettera aperta alla Curia e al Sindaco di Rapallo

Purtroppo con la costruzione del mostro di cemento chiamato nuova Chiesa di Sant’Anna, si avvicina anche l’installazione di un nuovo impianto campanario in zona densamente abitata.

Come abitanti del quartiere ci rivolgiamo al Comune di Rapallo e alla Curia ricordando che la legge ci assicura un’ampia tutela e che altri cittadini in altri paesi, rivolgendosi alle autorità hanno trovato soddisfazione alle proprie richieste.

Le nostre richieste oggi sono quelle di evitare l’installazione di campane nel nostro quartiere già inquinato dal traffico e dai rumori provocati dalla caoticità della zona.

Ricordiando che, secondo la massima della Sentenza della Corte di Cassazione, sez. I, n. 2316/1998, «…il rumore prodotto dal suono delle campane di una chiesa, mentre al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche può dar luogo al reato previsto dall’art. 659 c.p. non diversamente da quello prodotto da qualsiasi altro strumento sonoro, nell’ambito delle funzioni liturgiche — la cui regolamentazione, nel vigente diritto concordatario, é riconosciuta alla Chiesa cattolica — integra il predetto reato solo in presenza di circostanze di fatto che comportino il superamento della soglia della normale tollerabilità e in assenza di specifiche disposizioni emanate dall’autorità ecclesiastica intese a recepire tradizioni e consuetudini atte a meglio identificare, in relazione alla non continuità del suono e al suo collegamento con particolari “momenti forti” della vita della Chiesa, il limite della normale tollerabilità».

Qualora le nostre richieste rimanessero inascoltate ci riserveremo al primo tocco di campane di segnalare alle autorità preposte, facendo riferimento ad una normativa di riferimento in attuazione della quale sono stati emanati regolamenti attuativi a livello regionale, provinciale e comunale.
Abbiamo già avvocati disponibili e mobilitati in tal senso.

Andrea Carannante