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La Legge di Stabilità non piace allo Spi-Cgil: “pensioni bloccate fino al 2018”

Genova. Le nuove misure annunciate dal Governo Renzi non piacciono allo SPI CGIL di Genova, specialmente per quanto riguarda le pensioni.

“Si agisce – spiega il sindacato – ancora una volta sulla rivalutazione delle pensioni per finanziare il prolungamento della cosiddetta “opzione donna” a coloro che maturano i requisiti richiesti nel 2015 e le altre misure di cosiddetta flessibilità in uscita. Sia l’equivoco sull’opzione donna, sia il drammatico problema degli esodati, sia la necessità di ristabilire la flessibilità in uscita, sono il frutto di leggi fatte male, in modo punitivo e approssimativo, errori che si sarebbero potuti evitare con un adeguato confronto con le organizzazioni sindacali dei pensionati”.

“D’altra parte – prosegue lo Spi-Cgil – anche il blocco della rivalutazione delle pensioni dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale è frutto di una legge approvata senza tener conto del monito della Suprema Corte, che aveva ammonito il legislatore contro misure che incidessero in modo grave sul potere d’acquisto delle pensioni. Per recuperare risorse il Governo ha deciso di prorogare fino a tutto il 2018 la legge Letta, che introduce il cosiddetto sistema di rivalutazione a fasce verticali e si riduce nel contempo la percentuale di rivalutazione per tutte le pensioni superiori a 3 volte il minimo, che, lo ricordiamo, equivale a circa 1500 euro lordi e circa 1200 netti. Si tratta quindi di un ennesimo furto ai pensionati: finanziano i loro errori con i nostri soldi”.

“E questo, nonostante sia aperto un tavolo unitario con il Ministro Poletti, per discutere proprio di questi temi. Se la legge di stabilità non si modificherà durante l’iter parlamentare, i pensionati SPI CGIL Genova si vedranno costretti a mobilitarsi, mobilitazione che vorremmo si estendesse unitariamente a tutto il territorio nazionale”.