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Ilva, quel documento sul rilancio che suona come una beffa. E Cornigliano attende il collegio di vigilanza

I sindacati genovesi convocati a Tursi mercoledì. La Fiom: "Collegio di vigilanza prima del 29 ottobre"

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Genova. In un’audizione dello scorso 23 luglio davanti alle commissioni ottava e decima della Camera dei deputati, davanti alle quali la gestione commissariale dell’Ilva ha illustrato quello che viene definito “il progetto di rilancio più ambizioso d’Europa nell’acciaio”, tra i diversi stakeholder indicati in elenco viene menzionata la “pre-qualificazione per il progetto Tap” per la realizzazione del gasdotto Trans Adriatico.

Una commessa da 300 milioni da cui l’Ilva è invece stata esclusa per incertezza sui tempi e luoghi di consegna del materiale e per la mancata conformità del suo prodotto alle specifiche tecniche indicate nel progetto. Così oggi a due mesi e mesi e mezzo di distanza, emerge con ancora più chiarezza come gli obiettivi di rilancio annunciati e messi nero su bianco su un documento pubblico, che prevede fra l’altro il pareggio di bilancio entro due anni, siano lontani dall’essere raggiunti, mentre giorno dopo giorno il gruppo accumula debiti grazie alla produttività ridotta unita agli alti costi di gestione di uno stabilimento, quello tarantino, che oggi funziona al 40%, mettendo a serio rischio, se non arriveranno ingenti finanziamenti da parte del Governo, il futuro del gruppo siderurgico e dei suoi oltre 16 mila dipendenti.

Dopo le ultime allarmanti notizie arrivate da Taranto circa un’ulteriore calo della produzione dovuta alla mancanza di liquidità e alle incertezze create dalle inchieste, con lo stop della Svizzera al rientro di un miliardo e 200 milioni di euro dei Riva che sarebbero dovuti servire per gli investimenti e il ritardo sulla creazione della newco per sostituire la gestione commissariale, la tensione comincia a salire. A Taranto come a Genova i sindacati hanno chiesto e infine ottenuto la convocazione di un tavolo con governo e commissari per il prossimo 29 ottobre.

A Genova nel frattempo i sindacati sono stati convocati il prossimo 14 ottobre a Tursi dall’assessore comunale allo sviluppo economico Emanuele Piazza e, molto, probabilmente, quella sarà una prima occasione perché i lavoratori possano fare sentire la loro voce in città.

Quello che più si attende a Genova è però la convocazione del collegio di vigilanza sull’accordo di programma: “Ci auguriamo che arrivi prima del 29 ottobre – dice Armando Palombo rsu Fiom – e che partecipi anche un rappresentante del governo”. Se il futuro dello stabilimento genovese del gruppo appare formalmente blindato appunto dall’accordo di programma e dai contratti di solidarietà il cui accordo è stato firmato poco meno di un mese fa, Genova sa benissimo che la partita non la gioca da sola, ma è strettamente legata a quella di tutto il gruppo. E questo, al momento, non lascia dormire sonni tranquilli.