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Ilva, Pastorino (Rete a Sinistra): “Rotto muro dell’indifferenza grazie a noi”

Genova. Forti tensioni durante il consiglio regionale straordinario, convocato per questa mattina su richiesta delle opposizioni e tenutosi di fronte a una nutrita delegazione delle organizzazioni sindacali. In discussione l’ordine del giorno, firmato da tutte le forze di minoranza, che impegna la Regione nei confronti del Governo affinché sia data piena attuazione all’accordo di programma per l’ILVA di Genova. La maggioranza accoglie il testo senza riserve e la seduta si conclude con l’approvazione all’unanimità.

Tutto nasce da una mozione che Rete a Sinistra ha presentato due settimane fa, ritirata questa mattina proprio per fare in modo che le opposizioni si compattassero intorno a un testo condiviso. Nessun dubbio sulla paternità dell’azione:“Dovevamo rompere il muro dell’indifferenza. Grazie al nostro intervento e al lavoro svolto con le opposizioni, in consiglio regionale si torna a parlare di ILVA – dichiara Pastorino – Era ora: c’è un accordo di programma che deve essere rispettato. Lo dobbiamo a 1700 lavoratori in sofferenza e alle loro famiglie, le persone che hanno pagato il prezzo più alto in tutta questa vicenda”.

“Le nostre parole d’ordine sono: nuovi impianti, continuità di reddito e garanzia occupazionale – dichiara il consigliere Pastorino, che rincara – La Regione deve impegnarsi a trovare fondi che integrino il reddito dei lavoratori. Fermo restando che tale integrazione è subordinata all’attivazione di lavori di pubblica utilità; perché prima di tutto viene la dignità della persona”. Tenendo presente che per Gennaio si preannuncia un nuovo taglio degli ammortizzatori sociali.

“Negli ultimi giorni si rincorrono dichiarazioni del presidente della regione che farebbero presagire un futuro promettente per l’acciaieria di Cornigliano – rileva Pastorino -. Se Toti aveva buone notizie da dare, quale occasione migliore di stamattina per comunicarcele? Non abbiamo sentito nulla di concreto: Toti ci parla delle richieste avanzate a Roma, ma non di quello che ha ottenuto”. Adesso c’è grande attesa per la riunione convocata in Prefettura il 3 novembre, in cui avverrà il confronto con il Collegio di Vigilanza per l’attuazione dell’accordo di programma”.

“Al di là dei proclami c’è la realtà dei fatti. E allora iniziamo col dire che, a causa della situazione di Taranto, è in atto un cedimento strutturale della filiera produttiva, quindi mancano investimenti sulla qualità del prodotto e sulla banda stagnata – evidenzia Pastorino –. E la linea di zincatura 4, su cui sono stati spesi milioni, è pronta già da due anni: la sua attivazione non dovrebbe essere considerata una novità. Anzi, metterla in funzione costerà altri soldi”.