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Ilva, la Fiom genovese ‘avverte’ Governo e Regione: “L’accordo di programma non si tocca”

"Il 23 ottobre e il 3 novembre saremo in tanti a ribadire che i patti vanno rispettati"

Genova. “Le dichiarazioni del Presidente della Regione Liguria sono preoccupanti quando parlando del futuro dell’Ilva di Genova dichiara che ci vuole un piano industriale e bisogna ridiscutere delle aree. Sembra che si voglia rompere l’Accordo di Programma del 2005 che ci ha permesso di salvare lo stabilimento di Genova ed i lavoratori”. E’ la replica della Fiom genovese al governatore della Liguria Giovanni Toti che questa mattina, parlando della necessità che il Governo dica chiaramente se lo stabilimento di Cornigliano tornerà ad essere produttivo o se le aree liberate potrebbe utilizzate in un altro modo.

“Con l’Accordo di Programma del 2005 si sono liberati 400 mila metri quadri di spazi di cui la metà servivano per nuove realtà industriali. Dove sono,dopo 10 anni, queste realtà? Non ne vediamo una tranne l’Ilva?” si domanda la Fiom genovese in una nota.

“Quei lavoratori hanno fatto un patto con la città, le istituzioni locali ed il governo : si chiude una parte d’industria che fa utili e assume ma in cambio si garantisce la continuità produttiva di ciò che rimane con nuovi investimenti e si garantisce tutta l’occupazione e la continuità di reddito”.

“Le risposte le vogliamo dal Governo ma anche dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e da tutti gli altri firmatari. Va rivendicata l’applicazione dell’Accordo di Programma, vanno messe in moto le linee di produzione nuove e ferme da due anni, vanno conclusi gli investimenti utilizzando la Legge di Stabilità che ha dato via libera a un miliardo e 200 milioni per Ilva, và garantito il reddito, và applicato e difeso l’Accordo di Programma del 2005.
I patti vanno rispettati e andremo in Regione il 23 ottobre ed in Prefettura il 3 novembre per ribadire tali posizioni”.