Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ilva, i lavoratori ‘invadono’ il consiglio regionale: “Rispettate l’accordo di programma” fotogallery

Dibattito in corso tra applausi. Grondona (Fiom): Parliamo con calma ma portiamo con noi un nodoso bastone

Genova. E’ arrivato in via Fieschi il corteo dei lavoratori Ilva per prendere parte al consiglio regionale straordinario dedicato al futuro dello stabilimento di Cornigliano, vista la situazione di incertezza che sta vivendo il gruppo, commissariato da due anni, e l’atteso rilancio che è lungi dall’arrivare a causa della situazione a Taranto.

Il corteo dei lavoratori Ilva in piazza De Ferrari

“Chiediamo di difendere l’accordo di programma e di chiedere al governo, oggi proprietario dell’Ilva, di far partire la linea di zincatura 4, completare le linee della banda stagnata e tutte le opera che facciano tornare Cornigliano pienamente produttivo”. Lo ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro, mentre gil corteo di circa 200 metalmeccanici dell’Ilva, partito da piazza De Ferrari, ha fatto ingresso nella sede della Regione Liguria tra cori e fumogeni.

“Chiediamo anche di garantire la continuità di reddito – ha aggiunto Manganaro – perché con le nuove regole del governo sugli ammortizzatori da gennaio il salario si ridurrà e ribadiremo le nostre posizioni al collegio di vigilanza sull’Ilva che si terrà in Prefettura il 3 novembre”.

I lavoratori sono entrati tutti nella sala del consiglio regionale riempiendo gli spalti e l’area riservata alla stampa e hanno intonato cori e urla all’indirizzo dei consiglieri regionali e del presidente Toti. Poi il consiglio è stato formalmente interrotto per consentire ai rappresentanti dei sindacati di prendere la parola.

Tutti hanno ribadito come l’accordo di programma firmato nel 2005 debba essere attuato e rispettato. I sindacati hanno anche chiesto che parte delle risorse previste dalla legge di stabilità siano utilizzate per far ripartire Genova: “E se non sarà il Governo dovrà essere la Regione a mettere a disposizione delle risorse”. “Noi siamo venuti qui per parlare – ha detto l’ex segretario della Fiom genovese Franco Grondona dopo aver ricostruito le vicende che portarono alla chiusura dell’altoforno nel 2005 con la firma dell’accordo di programma – ma il presidente americano Wilson diceva parla con calma ma porta con te un bastone nodoso. Ed è quello che facciamo noi”.

“La Regione Liguria si batterà fino in fondo affinché il Governo che nella legge di stabilità ha messo a disposizione risorse per l’Ilva non lasci fuori la Liguria e lo stabilimento di Genova”. ha detto il governatore ligure Giovanni Toti. “Abbiamo incontrato due volte il commissario Laghi – ha spiegato Toti – e gli abbiamo chiesto che le risorse non vadano tutte a Taranto, che ci siano certezze sul piano industriale per Genova e garanzie per questo sito produttivo e per i lavoratori”. Il governatore ha poi ribadito che “l’accordo di programma del 2005 è la legge che regola la vita dell’Ilva in questa città e come Regione prenderemo tutti gli impegni necessari, a partire dal sostegno al reddito dei lavoratori. Non accetteremo nessuna revisione dell’accordo senza che si apra un tavolo a palazzo Chigi, ma non saremo mai a chiedere la revisione di quel piano”.

“Vogliamo voi al nostro fianco – ha concluso Toti rivolgendosi ai lavoratori – voi e tutte le opposizioni dovete essere nostri alleati perché la controparte è il Governo. Se non traguardiamo questo obiettivo per voi è un dramma e per noi un fallimento gravissimo”. L’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi ha aggiunto che la Regione chiederà al Governo che “entro i primi sei mesi del 2016 vengano fatti gli investimenti che consentano di far rientrare almeno un centinaio di lavoratori sugli oltre 700 oggi in solidarietà”.

Il consiglio regionale si è chiuso con un ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza e votato all’unanimità. Il documento impegna fra l’altro il governatore e la giunta “ad attivarsi presso il governo per garantire la piena operatività dello stabilimento di Genova sollecitando il commissario a definire un piano industriale esplicitamente destinato allo sviluppo del complesso Genova” e la Regione a “garantire che siano assicurate congrue coperture per finanziare ulteriori due anni di contratti di solidarietà con copertura al 70% del reddito”. “Siamo stati noi come opposizione insieme a Lista Pastorino e a M5S a chiedere questo consiglio straordinario – ha sottolineato la capogruppo del Pd Raffaella Paita – e nel documento chiediamo che la Regione prosegua quello che ha fatto la Giunta precedente dove il sostegno al reddito è arrivato grazie all’impegno degli enti locali. Servono circa 5 milioni e l’assessore Rixi deve trovarli”.

La capogruppo del movimento 5 stelle Alice Salvatore ha chiesto e ottenuto che nell’ordine del giorno venga esplicitata la possibilità di utilizzare i “voucher” per consentire ai dipendenti dell’Ilva oggi in solidarietà di lavorare “perché oltre ai diritti sanciti dall’accordo di programma c’è la dignità dei lavoratori”. Soddisfatti al termine della seduta i sindacati. “Questo è un fatto positivo – ha affermato Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil di Genova – anche se per arrivarci abbiamo dovuto di nuovo alzare la voce. A questo punto bisogna che il 3 novembre, quando ci incontreremo in Prefettura per la riunione del collegio di vigilanza, venga dato un calendario preciso degli investimenti, degli impianti che ripartono, dei lavoratori che rientrano e venga arrivata la discussione sull’integrazione al reddito. Per noi l’Accordo di programma è fondamentale per salvare Genova e perderlo sarebbe un disastro”.