Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ilva, almeno 200 lavoratori pronti a ‘invadere’ (pacificamente) il consiglio regionale

Palombo (rsu Fiom): "Per rispettare accordo dovrebbero riportare occupazione a livelli 2005"

Genova. L’appuntamento per la prima delle giornate ‘calde’ dell’Ilva è fissato per le 9 di domani mattina in piazza De Ferrari. Da lì i lavoratori si recheranno in corteo fino in via Fieschi dove si terrà una seduta straordinaria del consiglio regionale dedicata appunto al futuro dello stabilimento di Cornigliano vista la situazione di incertezza che sta vivendo il gruppo, commissariato da due anni, e l’atteso rilancio che è lungi dall’arrivare a causa della situazione a Taranto.

Quella di domani sarà un’invasione pacifica garantiscono i sindacati che ascolteranno le parole del presidente Toti e dell’assessore Rixi, reduci dall’incontro romano con il commissario Laghi, e gli interventi dei consiglieri. Saranno almeno 200 i lavoratori che tra gli spalti e i corridoi occuperanno di fatto per tutta la mattina la sede dell’assemblea ligure e un po’ di preoccupazione per l’ordine pubblico resta.

Ieri addirittura era circolata l’ipotesi di trovare una ‘location’ alternativa per il consiglio dopo che i sindacati avevano chiarito che nessun lavoratore sarebbe dovuto rimanere fuori dalle porte a vetri. Ma, secondo indiscrezioni, grazie alla disponibilità del presidente Toti, che per la prima volta avrà a che fare con i lavoratori dell’Ilva, e al buon senso di tutti, l’accordo informale è stato raggiunto e da questo punto di vista non dovrebbero esserci tensioni.

Altro sarà capire se alcune delle risposte che i sindacati e i lavoratori dell’Ilva attendono da tempo potranno arrivare domani (e sopratutto il 3 novembre con la convocazione del collegio di vigilanza). “Chiediamo che l’accordo di programma venga rispettato e attuato in tutte le sue parti – spiega Armando Palombo rsu Fiom – dall’attivazione della linea di zincatura 4 per cui manca circa il 5% dei finanziamenti vale a dire 7-8 milioni di euro, alla nuova centrale elettrica. Ancora: occorre un investimento di circa 120 milioni per le nuove linee della banda stagnata e per una linea di preverniciatura”. Di banda stagnata, da cui si ricavano le scatolette di latta di cui l’Ilva è l’unico produttore nazionale oggi Genova ne produce circa 70-80 mila tonnellate “con gli investimenti previsti dall’accordo di programma – dice Palombo – arriveremmo a 200 tonnellate, tutte vendute, perché il mercato c’è ed è l’unico che non sente la crisi”.

Quello che domani sarà difficile sapere è se i commissari decideranno o meno di attuare gli investimenti previsti dall’accordo di programma del 2005 su Genova o utilizzeranno le garanzie previste dalla legge di stabilità per accendere mutui tutti rivolti alla grave situazione tarantina.

Un discorso che potrebbe essere affrontato è invece quello delle aree già liberate dall’Ilva ma vincolate dall’accordo di programma su cui in tanti, da ultimo il presidente Toti una decina di giorni fa, dicono che devono essere utilizzate per consentire a nuove imprese di insediarsi: “Noi siamo disposti a sederci a un tavolo e a modificare l’accordo di programma se tutti i firmatari a cominciare dal presidente del consiglio, ci forniranno con un nuovo accordo scritto che le 10-15-20 piccole o grandi imprese che vogliono insediarsi su quelle aree garantiranno ai lavoratori dell’Ilva le stesse condizioni di lavoro e di reddito che hanno con l’accordo attuale, che è anche stato trasformato in legge regionale. In caso contrario è inutile parlarne”.