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Genova Parcheggi: lavoratori e azienda contro la fusione con Amt

La fusione tra Genova Parcheggi ed Amt è stata al centro di un'ennesima commissione consiliare

Genova. La fusione tra Genova Parcheggi ed Amt è stata al centro di un’ennesima commissione consiliare che sta discutendo la proposta di delibera dei consiglieri del M5S. Questa mattina, oltre all’ad della società Claudio Gavazzi, sono stati ascoltati i sindacati davanti a una folta presenza di lavoratori.

“Genova Parcheggi è in regime di ‘house providing’ – ha spiegato Gavazzi – cioè direttamente controllata dalla civica amministrazione. La sua produzione è calata negli anni a causa della crisi e per alcune variazioni nella disponibilità di posteggi; nel 2014 l’andamento era positivo, con una tendenza alla risalita, ma l’alluvione, con la conseguente ordinanza che consentiva il posteggio gratuito, ha provocato un netto calo. In generale i dati economici sono positivi, mentre il costo del personale è in aumento non per questioni legate alla gestione, ma per i maggiori oneri derivanti dai due rinnovi del contratto nazionale di questi anni”

“L’investimento iniziale del Comune per l’istituzione di Genova Parcheggi – ha detto l’ad -è stato completamente restituito. Gli utili diretti e indiretti che l’amministrazione ne ha ricavato ammontano a 109 milioni di euro. Il canone versato al Comune è nettamente superiore a quello versato dalla corrispondente azienda di Milano, che peraltro gestisce solo i parcheggi, mentre l’azienda genovese rende servizi molto più articolati. Il maggior ricavo, nella sosta, è dato dalle isole azzurre, sosta a rotazione non riservata ai residenti, pur essendoci in queste molti meno posti auto rispetto alla zona blu. Con maggiori controlli il ricavo potrebbe essere superiore, ma questo richiederebbe l’impiego di più personale. Sul piano della lotta all’evasione i risultati di Genova sono eccezionali, di gran lunga migliori di quelli delle altre città”.

Nettamente contrari alla proposta di fusione si sono dichiarati i sindacati: “Le organizzazioni sindacali non sono d’accordo sulla fusione – ha spiegato Andrea Gamba, Filt Cgil – il personale ha contribuito grandemente, negli anni, allo sviluppo dell’azienda, esprimendo una grande professionalità che permette i risultati economici descritti. Sono d’ostacolo allo sviluppo le politiche incerte del Comune – ha spiegato – I lavoratori temono il passaggio ad Amt, azienda che rischia di andare a gambe all’aria, senza chiarezza sul quadro contrattuale in cui si verranno a trovare. Come sindacato siamo da tempo favorevoli alle fusioni tra le aziende di trasporto, purché si tenga conto del quadro normativo e ci sia un preciso progetto di sviluppo. Qui invece non c’è progetto né su Amt né su Genova Parcheggi, azienda che, nata per essere al servizio del sistema dei trasporti, è stata invece usata, negli anni, perché il comune facesse cassa”.

Per i sindacati c’è poi il pericolo che la fusione sia funzionale soltanto a rendere Amt più appetibile per un privato che fosse interessato all’acquisto: “Noi siamo per lo sviluppo non solo di Genova Parcheggi ma anche delle altre partecipate, uno sviluppo basato su accordi con i lavoratori e non su atteggiamenti punitivi nei loro confronti: non dimentichiamo che oggi i lavoratori sono sotto attacco, nella prospettiva di diminuzioni di salario. Il bacino unico regionale toglie al Comune la competenza sul bacino genovese e perciò riduce la sua capacità di intervenire per la salvezza di Amt; il Comune d’altra parte non ha una politica sui parcheggi. In queste condizioni la fusione è assurda. Genova Parcheggi è nata per favorire il trasporto pubblico, ma il servizio dei bus è diminuito nel ventennio della sua attività – conclude Gamba – Siamo contrari alla proposta di M5S, ma crediamo che si possa cogliere l’occasione per un discorso serio e articolato sul sistema dei trasporti e dei posteggi genovesi”

Camillo Costanzo, segretario generale regionale della Filt Cgil, avverte: “Il contratto di servizio di Amt scade alla fine di quest’anno e sarà forse rinnovato per due soli anni. In assenza di finanziamenti Amt non potrà reggere. È urgente e fondamentale che questa giunta formuli i piani industriali di tutte le partecipate, definendone la strategia”.

Molti gli interventi dei consiglieri, che hanno chiesto chiarimenti alla dirigenza e ai rappresentanti sindacali. Per il capogruppo del Pd Simone Farello, non sarà la fusione a risolvere i problemi di Amt, né quelli di Genova parcheggi né quelli della mobilità cittadina, sulle cui scelte è l’amministrazione che deve prendere decisioni. Per questo Farello ha sollecitato la giunta a “riorganizzare le partecipate con l’istituzione di una holding che le coordini all’interno di un progetto coerente”.

Contraria alla fusione la lista Doria, con Clizia Nicolella che si è detta però “disponibile a una discussione complessiva sul sistema dei trasporti, anche in sede nazionale e con il supporto di Anci, perché non è tollerabile che i comuni non abbiano le risorse per perseguire miglioramenti nel trasporto pubblico, argomento privilegiato nei programmi delle varie maggioranze comunali”. Enrico Musso (Lista Musso) ha lamentato, come Andrea Boccaccio, la scarsa redditività degli stalli delle isole azzurre.