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Fusione Amt-Genova Parcheggi, la maggioranza c’è e la delibera del M5S non passa

Il Pd vota compatto nonostante alcune tensioni interne. Delibera bocciata con 10 sì, 21 no e 9 astenuti

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Genova. Con 10 sì, 21 no e 9 astenuti la delibera del movimento 5 stelle sulla fusione tra Amt e Genova parcheggi non passa. Alla fine la maggioranza serra ancora una volta i ranghi e vota compatta con l’aiuto del gruppo misto e dell’Udc. Solo Pastorino di Sel vota la delibera dei grillini insieme ai consiglieri della Lista Musso, mentre Bruno si è astenuto. La giunta Doria tira l’ennesimo sospiro di sollievo su una delibera giudicata da molti non opportuna in un momento storico in cui il futuro di Amt è incerto e su questo tutti o quasi sono rientrati nei ranghi, mentre il centro destra sulla carta (e nei corridoi) favorevole alla proposta alla fine ha scelto la via dell’astensione per evitare che la vittoria fosse comunque attribuita ai soli 5 stelle.

Il Sindaco
Sulla delibera era intervenuto in aula anche il sindaco Marco Doria per sottolineare come come “una delibera che imponga la fusione tra due grandi aziende senza neppure passare attraverso una due diligence che faccia le valutazioni tecniche necessarie non può essere accolta da nessun azionista di un’azienda” Doria ha ricordano come Genova Parcheggi sia “non un’azienda perfetta, ma un’azienda che funziona e che ogni anno versa 3 milioni di euro nelle casse del comune”. “Un conto sono le petizioni di principio, un conto i rischi che si corrono” ha detto il sindaco”. Doria ha anche ricordato che il consiglio comunale votato una delibera che impone a tutte le aziende del comune di parametrare gli stipendi dei propri dirigenti ai livelli dei dirigenti comunali, non spiegando tuttavia perché Genova Parcheggi non ha ancora adempiuto

Il retroscena
La tensione all’interno della maggiorana e sopratutto nel Pd non sono mancate neppure oggi con una riunione di gruppo in cui alla tesi del capogruppo Simone Farello di presentare un ordine del giorno di maggioranza mentre altri consiglieri avevano proposto un emendamento per trasfrmare la delibera in un atto di indirizzo che sottolineasse quanto già il consiglio comunale aveva approvato a giugno a proposito del personale delle partecipate e del tetto ai dirigenti. Il risultato, tra l’ennesima litigata e il segretario del Pd Terrile che per riportare ordine nel gruppo ha minacciato il ricorso alla commissione di garanzia è stata quella di dire no a tutto, nessun ordine del giorno e nessun emendamento per rispondere alla proposta dei 5 stelle.
Un emendamento simile, che trasformava di fatto la delibera del m5s in una delibera di indirizzo era stata proposta dal consigliere del Pdl Luigi Grillo, ma a votare sì all’emendamento sono stati solo i consiglieri dell’ex Pdl, insieme a Malatesta, Piana e Pastorino.

Nonostante in fase di dichiarazione di voto il capogruppo Pd Farello avesse annunciato il no del suo gruppo, la consigliera Cristina Lodi sull’emendamento ha scelto di astenersi insieme a parte del gruppo misto e ad Alessio Piana della Lega Nord.

Per il capogruppo del Pd Farello lo strumento della delibera proposta dal movimento 5 stelle “può avere un merito è quello di riporci il problema non solo di come è gestita genova parcheggi ma di come è messo oggi il tpl di questa città” ma è sbagliata in quanto “non risolve i problemi di Amt e del tpl”. Fra le righe è facile leggere come la scelta di non stravolgere la delibera condividendone però la prospettiva risponda all’esigenza di rispolverare per Amt soluzioni che la rendano “solida e sostenibile”. Il che tradotto significa che presto in aula rossa si potrebbe tornare a parlare di privatizzazione.