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Corso Quadrio, Terrile: “Chi lavora per far cadere Doria non ha cittadinanza nel Pd genovese”

Dura risposta del segretario genovese del Pd a Rasetto e Regazzoni che hanno definito un "errore" che "indebolisce la giunta Doria" la scelta della sperimentazione

Genova. “Al di là del merito della vicenda di corso Quadrio è evidente che chi sceglie di mandare un comunicato stampa anziché contattare la segreteria o il gruppo del partito a Tursi per chiedere chiarimenti non ha ancora imparato la lezione delle ultime regionali, e cioè che la divisione è una scelta perdente”. E’ la replica del segretario genovese del Pd Alessandro Terrile all’ex segretario provinciale Victor Rasetto e a Simone Regazzoni, membro del comitato dei garanti del partito regionale, che oggi hanno inviato una nota in cui criticano la sperimentazione del mercatino di corso Quadrio bollato come “illegale e indecoroso”. “Come partito di maggioranza a Tursi – aggiunge il segretario genovese – dopo numerosi incontri e riunioni a tutti i livelli del partito, abbiamo scelto di appoggiare la sperimentazione proposta dalla giunta, dopo aver raggiunto una mediazione sulla proposta rispetto ai tempi della sperimentazione e alla necessità di valutare altre aree che potrebbero essere più idonee“.

“Ma già il fatto che venga separata la legalità dall’illegalità e che in via Turati oggi non sia più occupata dal mercatino abusivo credo sia un successo”. “Il fatto che qualcuno – dice Terrile – cerchi visibilità anziché un confronto dimostra come la strada che il Pd deve compiere sia ancora lunga”. “Non vorrei che prese di di posizione di questo tipo nascondano l’intenzione di indebolire la giunta Doria perché Genova non è Roma e chi pensa di lavorare per far cadere Doria non può avere cittadinanza nel Pd genovese”.

Per Rasetto e Regazzoni “se a sinistra non abbiamo il coraggio di dire che il mercatino va chiuso, lasciamo che sia la destra a strumentalizzare il fenomeno e a farsi portavoce di valori fondamentali come legalita’, sicurezza, decoro”. “Auspichiamo – scrivono – che la Giunta riveda la propria posizione sul mercatino di corso Quadrio nel rispetto della cittaà tutta, e dica chiaramente che non ci sono spazi nella citta’ per mercatini illegali. Questo non sarebbe solo un modo per correggere un errore, ma anche un modo per mostrare che esiste ancora una politica capace di ascoltare la voce dei cittadini”.