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Contrassegno disabili, a Genova 2 mila ‘pass’ in meno grazie al nuovo modello

Quasi ottomila i permessi rinnovati nel capoluogo ligure. Viale: "Nuova normativa scoraggia i furbetti"

Genova. Sono circa 7.800 i disabili che quest’anno hanno chiesto e ottenuto dal Comune di Genova il rinnovo del contrassegno dopo l’entrata in vigore del Cude, il nuovo modello unico europeo del contrassegno disabili. Fino allo scorso anno, nel capoluogo ligure i contrassegni vecchio modello erano circa 2 mila in più.

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Il dato è emerso questa mattina nel corso dell’incontro formativo sul nuovo contrassegno europeo disabili che si è svolto nel salone di rappresentanza di palazzo Tursi e che conclude il ciclo di appuntamenti organizzati dalla Regione Liguria in collaborazione con la Consulta regionale dell’handicap nei vari Comuni liguri per illustrare agli operatori la normativa per il rilascio e il corretto utilizzo del nuovo modello. “Siamo soddisfatti di questo ciclo di incontri – ha commentato la vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale – e soprattutto dell’applicazione della normativa europea visto che il nuovo contrassegno ha messo in evidenza anche eventuali abusi tanto è vero che in tanti non si sono presentati a chiedere il rinnovo”. La nuova normativa scoraggia i ‘furbetti’? “Difficile dirlo perché – spiega l’assessore comunale alla Mobilità Anna Maria Dagnino – le ragioni del mancato rinnovo possono essere diverse. Certo che che dati i numeri ingenti siamo partiti per tempo per avvisare i cittadini sulle modalità del rinnovo proprio perché si tratta di un’operazione delicata. Inoltre abbiamo stampato anche un manuale destinato agli operatori che abbiamo messo a disposizione degli altri Comuni attraverso Anci Liguria”.

Nel corso dell’incontro il coordinatore della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona handicappata ha anche premiato gli agenti della polizia municipale che hanno negli ultimi tempi “controllato con attenzione il corretto utilizzo sia dei posteggi disabili che del Cude: “Quello che oggi si può ancora migliorare – ha detto Puppo – è la cultura delle persone che utilizzano questo contrassegno. Deve essere chiaro, come dice d’altronde la legge, che il contrassegno deve essere esposto unicamente quando il disabile, che è il titolare del Cude, è a bordo dell’auto. Esporlo in altre occasioni non solo è una violazione che viene sanzionata, ma significa soprattutto ledere un diritto di qualcun altro”